Cosa centrano i Bagigi nel Rugby? Date un’occhiata qui sotto…

Di Davide Macor Conosciamo meglio il fantastico mondo dei Bagigi, creati dal fumettista Giuliano Piccinino, un vero e proprio professionista del settore. Giuliano nasce in una cittadina dell'entroterra…

Di Davide Macor

Conosciamo meglio il fantastico mondo dei Bagigi, creati dal fumettista Giuliano Piccinino, un vero e proprio professionista del settore. Giuliano nasce in una cittadina dell’entroterra salernitano, oggi nota per il Giffoni Film Festival; negli anni settanta, mentre frequenta il Liceo Artistico di Salerno, crea con gli amici Giuseppe De Nardo, Raffaele Della Monica, Vincenzo Lauria ed altri il primo nucleo di quella che sarà poi definita “scuola grafica salernitana”.

Nel 1982 consegue il titolo di Scenografo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e fonda la rivista autogestita a fumetti Trumoon, grazie alla quale esordiscono anche altri giovani disegnatori salernitani oggi noti quali Bruno Brindisi, Luigi Siniscalchi, Daniele Bigliardo, Roberto De Angelis, Luigi Coppola; l’esperienza dura pochi numeri in quanto tutti gli autori trovano in breve lavoro presso vari editori.

Passa al professionismo nel 1984 con Alan Ford che disegna fino al 1987, anno durante il quale, in seguito a concorso, entra in ruolo come insegnante di Disegno e Storia dell’Arte. Stabilitosi a Valdagno, in provincia di Vicenza, inizia a collaborare attraverso l’agenzia Epierre di Gianni Bono alle testate Masters of the Universe e Magic Boy. Nel 1990 viene coinvolto da Della Monica nel progetto “Only west baby”, per il quale realizza la saga dei Texastrangers; a partire dello stesso anno disegna Tiramolla (edito da Vallardi) ed illustra il romanzo di Libero Riceputi Cipolle e spicchi di cielo.

Dal 1992 lavora per il Corrierino (ex Corriere dei piccoli) disegnando le Ninja Turtles (le Tartarughe ninja) ed i personaggi della Warner (Wile E. Coyote, Daffy Duck), per il nuovo L’Intrepido su testi di De Nardo e per Starcomix, sulle cui pagine ha dato vita ad un personaggio interamente suo, lo “skatenato” Ozzy, con avventure successivamente raccolte in volume dalla Tornado Press, casa editrice alla quale collabora anche in veste di direttore editoriale per la rivista di critica Flex e per la collana di libri Immagini & parole.

Dal 1994 è sceneggiatore e disegnatore di Arthur King, l’insolito personaggio di Lorenzo Bartoli e Andrea Domestici, attività che gli consente poche altre collaborazioni fra le quali vanno segnalate le storie de Il grande raffreddore per l’Intrepido, Nero laconico per Nero della Granata Press e la Tromba dell’amore per Comic Art Humor.

 

Nel 1995 ha coordinato per la Tornado Press il Progetto TRASH allo scopo di promuovere disegnatori esordienti. Nel 1996 disegna e scrive storie per Prezzemolo, il draghetto mascotte del parco di Gardaland edito dalla multinazionale danese Egmont e produce, con un team di autori (fra i quali Alessandro Gottardo e Gian Maria Liani), la mini serie supereroistica Rave, pubblicata dalla Tornado Press.

Dopo queste ultime esperienze, con una ennesima virata stilistica, si scopre un’ispirazione realistica che dal 1997 trova sfogo nella realizzazione di un nuovo personaggio per la Sergio Bonelli Editore, il cacciatore di vampiri Dampyr, iniziato nel 2000 che disegna tuttora. Dal 2002 scrive e disegna le avventure di Magic Geox per gli albi pubblicitari distribuiti in tutto il mondo. Nel 2005 realizza Villa Transilvania, un horror umoristico su testi di Manlio Mattaliano in cui numero zero viene edito da Italycomics. Dal 2007 collabora con illustrazioni al quotidiano La Gazzetta dello Sport.

Nel 2008 crea con Claudio Da Ponte i Bagigi, una squadra di giovanissimi rugbisti pubblicati sulla rivista Rugby Club.

Nel 2009 esce il libro Kovacich missione Yorgos per Nicola Pesce editore che raccoglie e conclude con tavole inedite le avventure prodotte su testi di Giuseppe De Nardo per L’Intrepido.

Ha realizzato disegni per campagne pubblicitarie delle ditte Geox, Selle Italia, SISA supermercati, Safilo, Hotel Parchi Garda, Playlife.

Ma torniamo a noi, ecco cosa è uscito dalla chiacchierata con Giuliano…

Come mai il rugby? C’è qualcosa che la lega in modo particolare a questo sport?

Ho scoperto il rugby da praticante piuttosto tardi ma dopo una lunga esperienza nel campo dell’atletica leggera. Risiedo in una delle poche zone del Veneto dove il rugby era assente da anni; con altri appassionati ho contribuito alla nascita del Valdagno Rugby ed al radicamento della palla ovale nell’alto vicentino. E’ stata una esperienza esaltante che nella sua fase iniziale ha richiesto le competenze più disparate. Stiamo parlando di un periodo durante il quale anche solo il procurarsi un pallone ovale richiedeva una trasferta a Padova. In questa fase, come tutti i miei amici, ho fatto un po’ di tutto: il giocatore, il preparatore atletico, l’addetto stampa, il dirigente, il delegato per l’attività scolastica ed infine (nonostante la scarsa esperienza di gioco) l’aiuto allenatore per il minirugby,

Qual’è stata la difficoltà maggiormente impegnativa da superare in fase di realizzazione?

Per cercare di diffondere la cultura rugbistica nel territorio e nelle scuole ho cercato da subito di sfuttare la mia  esperienza in campo pubblicitario e fumettistico per la produzione di brochure pensate per spiegare alcuni concetti fondamentali del gioco ai ragazzini, rassicurare i genitori sulla valenza educativa della disciplina ed attirare nuovi praticanti per la prima squadra.

Ho cercato in queste prime produzioni di usare un linguaggio meno tecnico possibile, d’altronde ci si doveva rivolgere ad un uditorio molto variegato.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’idea di un fumetto sul rugby nasce in questo periodo pionieristico. In una delle nostre mille iniziative promozionali abbiamo invitato Marco Pastonesi con il quale si pensava di iniziare prima o poi una collaborazione ma gli impegni di entrambi non ce lo hanno permesso. Così sono partito da solo rifacendomi alla mia esperienza ed è nata una prima tavola basata sulle difficoltà di un allenatore…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Strutturare l’idea e risucire a mettere su carta il proprio progetto oppure l’idea dei Bagigi, più o meno, ce l’ha sempre avuta in testa?

Per parecchio tempo ho accantonato il progetto ma ho poi conosciuto Claudio Da Ponte della rivista Rugby Club. E’ lui che ha avuto l’idea dei giovanissimi rugbisti. Le sue descrizioni dei Bagigi corrispondevano alla mia esperienza di certi tipetti con i quali avevo avuto a che fare sul campo. Il nostro incontro è stato fondamentale per riprendere la mia idea di serie nulla quale ho inserito i suoi personaggi. Va detto anche che la rivista ha dato continuità e professionalità al mio impegno.

In sostanza lui mi ha descritto i personaggi, io li ho visualizzati graficamente e  li ho inseriti in situazioni divertenti, aggiungendo di tavola in tavola altri comprimari, come l’invadente Pierugo, il pingue Paolino. Un altro personaggio che sta guadagnando la ribalta è il magazziniere Gufo, anziano rugbista dall’età imprecisata che deve il suo soprannome alla maglia dei G.U.F. che indossa tuttora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il confronto con Beka e Poupard è inevitabile, dal progetto francese immagino abbia tratto ispirazione, ma in che modo è arrivato a pensare e creare il suo fumetto?

Ho conosciuto e apprezzato Les Rugbymen fin dal primo album ma credo di essermi ispirato a loro soltanto per il formato a tavola conclusiva (che peraltro avevo già adoperato per altri fumetti). Non vorrei sbilanciarmi ma il fumetto potrebbe presto essere tradotto anche in Italia, c’è la possibilità che io venga coinvolto nell’operazione di adattamento.

In entrambi i casi ci sono storie paradossali ed esagerate come palla ovale comanda ma, a parte la differenza di età dei protagonisti, credo che il mio fumetto rispecchi una situazione prettamente italiana, dove il rugby resta una disciplina senza una conoscenza diffusa come avviene in Francia. Stiamo parlando di un paese dove ci sono in edicola le figurine dei rugbisti a fianco di quelle dei calciatori (edite da Panini).

Nonostante il trend positivo per il rugby che dura da qualche anno, tutte le discipline sportive soffrono una crisi di partecipazione giovanile che crea difficoltà nel reclutamento; io ho cercato di inserire il mio fumetto in questa realtà tutta italiana, dove magari i genitori portano i figli in campo con titubanza, avendo solo una vaga conoscenza della disciplina.

Il binomio fumetto – rugby, pensa possa avere il successo che merita?

I riscontri nell’ambiente sono positivi ma, secondo me, dobbiamo fare un passo successivo, portare il fumetto fuori dal giro delle riviste specializzate.

Purtroppo oggi di simili contenitori non ce n’è, a parte lo storico “il Giornalino”.

Vorrei anche dire che “i Bagigi” sono prodotti, nelle mie intenzioni, per essere fruibili dal grande pubblico; non cerco le gag comprensibili solo per gli appassionati della palla ovale; dove ci sono situazioni legate alle regole del gioco cerco di presentarle nel modo più semplice possibile, senza essere didascalico, anche perché non vuole essere un fumetto didattico.

Le vicende dei miei ragazzini devono essere comprese (e, magari, anche apprezzate) anche da chi di rugby ne mastica poco. Sotto quest’aspetto il progetto è assai ambizioso: non produrre un fumetto che sfrutti la popolarità del rugby ma un fumetto che, inserito nei circuiti giusti, possa diventare un veicolo di diffusione della cultura rugbistica stessa in ambiti diversi.

Non sarà facile, ma finché ci si diverte…

 

– Progetti per il futuro?

Purtroppo i Bagigi rappresentano solo una piccola parte della mia produzione fumettistica, poche tavole all’anno, per ora.

Il personaggio di Dampyr per Bonelli editore assorbe quasi tutto il mio tempo. Ma sto per esordire anche sul mercato francofono con un’altra serie, c’è da augurarsi che questa situazione favorisca l’interessamento di qualche editore d’oltralpe per i miei personaggi…

Un grande in bocca al lupo… “ovale”!

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