È da più o meno una settimana che provo a scrivere una riflessione sul rugby italiano, ma sono successi talmente tanti avvenimenti, di recente, che riassumere il tutto in poche righe mi risulta davvero difficile. Andiamo con calma e affrontiamo qualche tema;
L’Italia Under 20…secondo il mio modestissimo parere l’esito di Sud Africa 2012 è la “cosa” che maggiormente dovrebbe preoccupare i tifosi italiani, gli addetti ai lavori e i semplici appassionati di rugby. Il mondiale Sud Africano ha, ancora una volta, letteralmente demolito tutto quello che di buono si pensava di essere riusciti a costruire nell’Italia Ovale. Ha evidenziato che i giovani rugbisti italiani ne devono fare ancora moltissima di strada, prima di riuscire a competere con una qualsiasi altra nazionale, sia europea che “mondiale”. Non starò qui a riassumere i punti subiti e le mete segnate, la totale mancanza di organizzazione nei momenti chiave del gioco, perché di questo staranno sicuramente discutendo ai piani alti della Federazione. Voglio, però, soffermarmi su una cosa che ho notato durante la partita contro le isole Fiji: molti azzurrini parevano bloccati, impauriti, sembravano non giocassero con la mente libera, non ho visto quella voglia che, in una partita “dentro o fuori”, dovrebbe caratterizzare tutti gli ottanta minuti di gioco effettivo. Io non sono nessuno per puntare il dito sul progetto Accademie e, in modo particolare, sui giocatori, un patrimonio da salvaguardare, agevolare e aiutare a crescere, ma a fronte di questi risultati una riflessione è lecita. Se basiamo tutto sul fisico (il famoso progetto altezza) e “prendiamo sberle” da tutti, lavorare un po’ anche sulla testa e sul vero talento (che non necessariamente è sinonimo di fisicità), non sarebbe poi una cosa tanto sbagliata. Anche una riprogrammazione e innovazione non sarebbe male, perché l’anno prossimo dovremmo affrontare la Serie B del rugby Mondiale e la promozione deve essere un obiettivo primario e fondamentale, anche se non certo.
Io penso che giovani bravi e promettenti in Italia ce ne siano, ora dobbiamo solo capire come lavorare assieme a loro per innalzare il livello del movimento ovale e ritornare a meritare i livelli primari del rugby mondiale.
La “Quaestio” Elezioni Federali…è una delle tematiche maggiormente articolate e che caratterizzerà tutta l’estate ovale 2012. Il vecchio Dondi, dopo secoli di presidenza ha deciso di non ricandidarsi, ma…ha giustamente promosso uno dei sui pupilli (a momenti alterni), il bresciano Alfredo Gavazzi. Gli avversari, invece, chi sono? Uno è il siciliano Gianni Amore che, dopo essere stato sfiduciato dalla Federazione e aver ricevuto ben 5 giorni di squalifica, ha iniziato il suo “tour nazionale” per promuovere il proprio programma. Innovazione, giovanili e rivalutazione del movimento i suoi punti forti. Ultimo, ma non meno importante, è Mister X: un candidato appoggiato dalla famiglia Benetton, che dovrebbe unificare il pensiero ovale Veneto, fatto di rinnovamento e rivoluzione. Che dire…qui bisogna davvero aspettare, la campagna elettorale è iniziata e non c’è niente di scontato!
Da Aironi a Zebre…qui sono in disaccordo, a prescindere. Non è concepibile distruggere una squadra che, tra mille difficoltà, qualcosa era riuscita a costruire e crearne una uguale, se non peggiore, visto tutte le defezioni a livello di organico e strutture dell’ultimo periodo, spostando la sede di pochi chilometri. È la classica manovra italica, dove guadagnano in pochi, soffrono in tanti e ci rimettono i più.
La Nazionale Maggiore… la tanto attesa rivoluzione non è arrivata, ma diamo tempo al tempo. Io voglio continuare ad avere fiducia in Brunel, qualcosa deve cambiare e cambierà. Il tour nelle Americhe è stato difficile, l’Argentina ce le ha suonate e Canada e Usa ci hanno fatto soffrire, ma il gruppo c’è, ora bisogna investire (tanto e bene) per trovare i giusti ricambi in Italia. Così si torna alla solita questione, relativa al movimento giovanile, un aspetto che la Federazione deve affrontare, migliorare, innovare e gestire in maniera migliore e maggiormente lineare e concreta.
Nella prossima “puntata” una riflessione sulla questione stadi e minirugby.
