Il week end appena concluso segna un momento importante per il movimento italiano del rugby. Tre sfide alla Scozia, una vittoria, un pareggio ed una sconfitta. Ma, soprattutto, la consapevolezza di avere giovani promettenti e una prima Squadra che gioca sulle proprie qualità e non solo approfittando delle “giornate no” delle altre squadre. Andiamo con ordine.
UNDER 20
L’unica nota davvero negativa di questo fine settimana di Sei Nazioni. Una sconfitta contro la Scozia che fa male. In particolare perché è netta, senza se e senza ma. L’Italia ha sicuramente qualità e siamo all’inizio di questo percorso, ma all’occhio di tutti è saltato il fatto che degli Azzurri sono in pochi a giocare con continuità e questo è un aspetto che a livello internazionale (ma non solo) influisce in maniera determinante. Ora, tuttavia, ci aspettiamo un cambio di rotta che è nella mani di uno degli allenatori più preparati che l’Italrugby ha a disposizione: Andrea DI Giandomenico. Una garanzia che, almeno a noi, da molta fiducia.
ITALIA XV
Il pareggio di Rieti ha messo sotto gli occhi di tutti un gruppo di atleti che, nonostante abbia potuto lavorare assieme per poco tempo, è riuscito a giocare, bene, conto una Scozia A che almeno sulla carta aveva grande qualità e maggior esperienza internazionale. Detto questo l’Italia ha messo in mostra una prima linea che ci fa guardare al futuro con grande entusiasmo: Gallorini, Gasperini, Aminu rappresentano il futuro. Senza dimenticare un Casarteli che sta crescendo e ha carisma da vendere, con un lavoro fisico adeguato può diventare davvero forte. Ultimo ma non meno importante Montemauri, precisi al piede, astuto nelle scelte di gioco. Da rivedere Mey che, comunque, ha talento da vendere, così come Bertaccini/Belloni che in una partita molto fisica si sono persi in attacco, ma hanno difeso in maniera impeccabile. Il tutto, poi, anche qui viene coordinato da un maestro della panchina come Massimo Brunello.
ITALIA
Entusiasmo, sorrisi, lacrime, urla. Sono il riassunto di una partita che l’Italrugby ha gestito e condotto per tutti e ottanta i minuti di gioco effettivo. Se Ferrari, Menoncello, Zambonin, capitan Lamaro, Zuliani, Brex e tutti gli altri sono stati dei veri gladiatori, chi per me ha vinto questa gara è stato coach Gonzalo Quesada. Con un piano di gioco perfetto è andato a colpire, forse, nell’unico posto dove gli scozzesi si aspettavano tutt’altro: sulle ali. Con l’atteggiamento e la decisione dei primi venti minuti di gioco l’Italrugby è riuscita a creare quel gap che, poi, gli scozzesi hanno provato a colmare, ma non ci sono riusciti. Il lavoro è ancora lungo, ma siamo una squadra competitiva con un atteggiamento diverso, che ha voglia di imporsi e non di subire per poi rincorrere. Qualità, cambio di mentalità, guida tecnica impeccabile. Next step: Irlanda. Per la prova di maturità che da tanto, troppo, tempo tutti ci aspettiamo da questa nazionale. Che sia la volta buona? Sarà dura, ma la strada intrapresa è sicuramente quella giusta.
@davidemacor
Crediti fotografici: Sabrina Conforti.
