Sanremo Rugby, Stefano Formaggio racconta la nuova stagione del minirugby e del team femminile: inclusione, scuole e confronto con le realtà francesi per crescere dentro e fuori dal campo

Un ambiente sereno, nel quale i bambini abbiano piacere di tornare e le famiglie possano sentirsi a casa. Parte da qui la nuova stagione di Stefano Formaggio, responsabile…

Sanremo Rugby, Stefano Formaggio racconta la nuova stagione del minirugby e del team femminile: inclusione, scuole e confronto con le realtà francesi per crescere dentro e fuori dal campo

Un ambiente sereno, nel quale i bambini abbiano piacere di tornare e le famiglie possano sentirsi a casa. Parte da qui la nuova stagione di Stefano Formaggio, responsabile del Minirugby e del Team Femminile del Sanremo Rugby, che guarda all’attività dei più piccoli mettendo al centro il valore educativo dello sport e la costruzione del gruppo.
Il primo obiettivo è confermare le presenze nel minirugby e coinvolgere nuovi bambini, proseguendo il reclutamento nelle scuole. Un lavoro che permette di far conoscere la disciplina e di avvicinare al club famiglie che spesso incontrano il rugby per la prima volta. Per Formaggio, dare seguito al progetto della società significa soprattutto accompagnare questi primi passi con attenzione, aiutando i bambini a fare squadra e a trovare il proprio spazio. L’intento è “creare dei gruppi forti dove la parte inclusiva è quella fondamentale”.
Tra le novità della stagione ci sarà il confronto con i coetanei francesi, attraverso la partecipazione ai concentramenti oltreconfine, resa possibile dal lavoro dei comitati e delle federazioni per il loro riconoscimento. Un’occasione per incontrare altri bambini e mettersi alla prova attraverso il gioco, aggiungendo nuove esperienze al percorso del gruppo.
La priorità rimane però la continuità della partecipazione: accompagnare fino al termine della stagione chi ha cominciato, mantenendo vivo il desiderio di allenarsi e di stare con i compagni. È questo il risultato che renderebbe più soddisfatto Formaggio. “L’aspettativa tecnica va in secondo piano”, spiega, indicando nella dimensione educativa e sociale il riferimento del lavoro con i più piccoli.
Un ruolo importante spetterà agli educatori, che la società intende seguire nel loro percorso di formazione. La loro crescita personale e tecnica è parte del progetto: saranno loro, nel rapporto quotidiano con i bambini, a favorire la partecipazione, dare valore all’impegno di ciascuno e aiutare il gruppo a crescere insieme.
L’attenzione si estende anche ai genitori, con i quali condividere il significato di questo percorso. Formaggio vuole far conoscere più a fondo la cultura del rugby, il valore dell’impegno e la disponibilità a dare un contributo alla vita della squadra, dentro e fuori dal campo. Un’appartenenza da costruire anche attraverso feste e momenti di aggregazione, offrendo occasioni per fermarsi al club e conoscersi meglio.
È questa l’immagine che accompagna l’inizio della stagione: il campo come luogo da frequentare anche oltre l’orario degli allenamenti, nel quale bambini e famiglie possano stringere legami. Per Formaggio, il traguardo è “far vivere il club come una seconda casa dove si può stare bene anche solo stando insieme”

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