U20: Pomezia vs Rugby Roma 2000, la cronaca

Mattina d’inverno fredda, freddissima, ma partita calda, caldissima. Durante il riscaldamento i nostri ragazzi, come mi hanno raccontato, sono stati morsi dal freddo più che riscaldarsi. Un gelido…

Mattina d’inverno fredda, freddissima, ma partita calda, caldissima. Durante il riscaldamento i nostri ragazzi, come mi hanno raccontato, sono stati morsi dal freddo più che riscaldarsi. Un gelido vento di tramontana ha scagliato addosso per tutta la mattina, anche a noi spettatori fedeli, i suoi aghi pungenti, contro i quali né cappotti, né giacconi, né sciarpe e cappelli erano riparo adeguato.

Ma ci hanno pensato i nostri a riscaldarci, giocando con grande determinazione e compattezza di squadra una partita che sentivano fondamentale per trovare conferma o invece incrinare la convinzione nei propri mezzi, per consolidare o ridimensionare le legittime ambizioni, dal momento che si giocava in casa della prima in classifica, che ci sovrastava di soli tre punti (28-25).

Grande prova di squadra dei nostri, che hanno tenuto costantemente in mano il bandolo della matassa, con una migliore qualità e continuità di gioco, e hanno dimostrato, anche nel momento in cui il Pomezia Torvaianica ha portato l’offensiva più veemente e continua, costringendoci nei nostri 5 mt, una solidità difensiva ed una tenuta mentale davvero notevoli.
Con il vento a favore, nel primo tempo andiamo in vantaggio all’8’, grazie ad una penetrazione di Farina, che viene placcato ma ricicla l’ovale a Cotrone, da questi altro offlload per l’estremo Pompei, che si incunea lungo la linea di touche e va a schiacciare accanto alla bandierina. Il vento porta dove lui vuole il bel calcio angolato di Farina, che esce di un soffio (ma guarda un po’…).
Subiamo la reazione rabbiosa degli avversari, per lunghi 10’, ma non sfondano. Rompiamo l’assedio in due occasioni: la prima ci frutta una punizione poco oltre la metà campo avversaria. Col vento a favore si poteva calciare, ma così non è stato. Al 30’ otteniamo una punizione a ridosso dei 5 mt avversari, ma invece di calciare optiamo per la mischia, per cercare di ottenere la seconda meta, che invece sfugge.
Un indice di carattere, certo, ma era preferibile capitalizzare. Chiudiamo così il I tempo con un vantaggio risicatissimo: 0-5.


Ripartiamo con grande decisione e al 5’ della ripresa la squadra orchestra una bella azione alla mano che proietta in meta ancora Pompei, che si inserisce dalle retrovie.
Questa volta è il vento contrario che ricaccia addirittura indietro l’ovale: 0-10. Si ripete il copione già visto nel I tempo, col Pomezia Torvaianica più deciso che mai a non darcela vinta.
Sono 10-12 interminabili minuti di feroce pressione avversaria. Riusciamo a contenerli, con grande dispendio fisico, ma con ordine ed efficacia. Si susseguono a ritmo infernale ruck e contro ruck nei nostri 22 mt, poi nei nostri 5 mt, poi a ridosso della nostra linea di meta. Per tre-quattro volte i flutti si infrangono sui nostri scogli, ma non riusciamo ad arginare la terza linea avversaria, che di peso si apre il varco e va a siglare al 16’. Segue trasformazione e siamo sul 7-10.
Il Pomezia Torvaianica ci crede, sospinto dal suo pubblico. Chi sente più il freddo? Siamo tutti caldissimi e trepidanti. Cambi in prima linea: entrano Crabas per Modarelli e Della Morte per Grizzi (mi scuso con gli interessati, ma nella concitazione della gara non ho potuto trascrivere tutte le sostituzioni).
I nostri ragazzi non perdono la testa e qui vincono la partita. Devono aver sentito dentro, con intima convinzione, di essere più forti e lo dimostrano sul campo, riprendendo a macinare gioco, conquistando metri e mantenendo il possesso palla, con inesorabile avanzamento.
Andiamo vicini due volte alla terza meta: alla prima, si stacca dalla mano il pallone a Pompei mentre lo sta schiacciando; poi su un calcio intercettato Piermarioli è anticipato di un soffio e non riesce a schiacciare in meta. Ma finalmente, al 22’, una corale azione alla mano ci fa allungare ancora e ci dà il vantaggio della sicurezza: apertura lunga di Cotrone a Farina, che avanza e apre veloce a Piermarioli. Due avversari vanno a cercare di chiudergli la porta, Pompei legge il buco e si fionda da dietro, riceve e va schiacciare, per la terza volta, sull’ala.
Trasformazione fuori d’un niente e punteggio finale fissato sul 7-15 (tre mete a una per noi).
Controlliamo fino alla fine, senza più correre rischi. Se abbiamo iniziato ghiacciati, finiamo riscaldatissimi. La partita l’ha vinta la squadra, non i singoli.
Con la vittoria di ieri abbiamo scavalcato i nostri avversari di giornata anche nella classifica generale: noi 29 punti, loro fermi a 28. Grande prova dei nostri avanti, solidi e forti come le querce, più forti del vento. Ottimamente giocate le touche, dove abbiamo marcato una supremazia schiacciante.
Grande lavoro di tutti i trequarti, anche in copertura, nel portare pressione e nel ripartire. Se questa volta, poi, le frecce nel fianco avversario le ha conficcate Pompei, però l’arco l’ha teso tutta la squadra e chi le ha sapute scoccare è stata, ancora, la squadra.
Ci sarà gloria per tutti se tutti continuerete a impegnarvi a dare tutto in campo ed in allenamento, come state facendo. Grazie ragazzi. State regalando a voi e a tutti noi grandi emozioni, sensazioni forti. Credete in voi stessi e nel vostro lavoro con convinzione. E non vi fermate! Il Colleferro (prima della partita odierna a pari punti con noi in classifica, al 2° posto), ha vinto la sua partita con il Civitavecchia e quindi siamo secondi in classifica ma ad un solo punto dalla vetta.

Rugby Roma 2000: 15 Pompei, 14 Spanu, 13 Piermarioli (capitano), 12 Dal Poz, 11 Rocchi, 10 Farina, 9 Cotrone, 8 Luzi, 7 Petrucci, 6 Martuscelli, 5 Serafini, 4 Modarelli, 3 Grizzi, 2 Dessì, 1 Ferrara, 16 Crabas, 17 Della Morte, 18 Balsamini, 21 Alessandroni, 22 Pesare, 24 Natalini, 25 Bartoli. Coach: Raneri, Cerroni.

Condividi