Una squadra femminile dei Lions… Sogno o incubo?

Da Ladies Rugby Club: La "Serie" australiana dei Lions è appena finita e tra le tante voci che si sono levate a commento di questo tour ce ne…

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La “Serie” australiana dei Lions è appena finita e tra le tante voci che si sono levate a commento di questo tour ce ne sono alcune che hanno attirato anche la nostra attenzione. In molti infatti si sono chiesti perché non vi sia una versione femminile della celebre selezione britannica. Ma sarebbe davvero una buona idea? John Birch, autorevole commentatore del mondo del rugby femminile in Inghilterra, ha i suoi dubbi.

Questo è quello che ha scritto quando lo abbiamo interrogato in proposito:

“Non sarebbe bello se ci fossero anche le British & Irish Lions Ladies a giocare a fianco degli uomini durante le Series? Questa domanda me l’hanno fatta spesso durante le ultime settimane.

La risposta più ovvia a questa domanda, (anche supponendo di riuscire a superare la questione piuttosto importante del finanziamento di un tour femminile) è che la selezione femminile dei Lions, se selezionata esclusivamente in base alla qualità delle giocatrici, non sarebbe assolutamente un team multinazionale come quello maschile.

In effetti se ci pensiamo bene, quante giocatrici delle altre nazioni britanniche al momento potrebbero aggiungere qualcosa alla forza dell’Inghilterra?”

E la risposta è molto poche. Per come stanno le cose in questo momento, pur considerando il successo della squadra irlandese di quest’anno nel 6 Nazioni, una squadra femminile dei Lions sarebbe inevitabilmente composta da gran parte di giocatrici provenienti dell’Inghilterra con l’aggiunta di qualche giocatrice irlandese e forse (ma solo forse) con solo un piccolo numero di scozzesi e gallesi nella squadra in generale (che comunque giocherebbero molto poco).

Siamo sicuri che sia la soluzione migliore per il rugby femminile scimmiottare le strutture di gioco degli uomini per il solo fatto che esistono?

Il mondo di rugby femminile differisce nel gioco e nelle strutture da quello degli uomini in modo abbastanza netto. Le tradizionali (in gran parte ex-Impero britannico) nazioni al centro del mondo del rugby maschile non sono le stesse di quelle al centro del mondo ovale femminile. L’elenco delle nazioni più importanti nel rugby femminile (soprattutto se consideriamo la combinazione di XV e 7s) includerebbe molte nazioni che sono periferiche nel rugby maschile come USA, Canada, Russia, Olanda, Spagna, Svezia – ognuna delle quali ha il potenziale, se decide di dare la priorità al XV, di battere quasi chiunque altro.

Proprio per questo la squadra femminile dei Lions non avrebbe lo stesso mix di nazionalità (a causa di un predominio dell’Inghilterra inevitabile) e non rifletterebbe neppure la reale natura del rugby femminile.

All’interno di questi ultimi mesi abbiamo visto – con il Sei Nazioni – che copiare in maniera inflessibile quello che gli uomini non può che essere dannoso. Sarebbe meglio per tutti le squadre coinvolte se nel Sei Nazioni femminile fossero permesse la promozione e la retrocessione, in tal modo si favorirebbero lo sviluppo di nazioni come Spagna o la Russia.

Ma visto che non è così la conseguenza principale è che, senza incentivi, per le giocatrici di questi paesi la principale via verso la gloria è  il Sevens. La natura chiusa del Sei Nazioni provoca più danni che benefici al XV femminile in Europa per coloro che non ne fanno parte e la squadra femminile dei Lions da aggraverebbe questo danno.

Il che non vuol dire che l’idea di un team multinazionale femminile, per fare un tour al fianco dei Lions, non sarebbe una buona idea, ma avrebbe bisogno di riconoscere le realtà di un gioco diverso. Se esistesse una squadra “Lions” femminile dovrebbe essere (come minimo) una squadra europea o idealmente una squadra dell’emisfero settentrionale.

Ovviamente al momento non vi è alcuna possibilità di tutto questo. Non c’è nessun piano in agenda per la creazione di una squadra del genere, ma per chi sogna su di essa, fate attenzione a ciò che desiderate!

 

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