Una società completamente dedicata al rugby femminile? In Italia? Finalmente possiamo parlarne grazie alle Fenici del Cus Bologna che, unite alla sezione femminile della Felsina Unione San Donato, hanno creato una società rugbistica completamente “rosa”; provvista di una struttura societaria solida e di tutte le giovanili (dal minirugby, fino all’U14 e U16), fino alla squadra seniore, iscritta al campionato nazionale di serie A . Oggi presentiamo il tutto grazie ad una chiacchierata con Ilaria Frigerio, il direttore sportivo della sezione femminile della Felsina Unione Rugby San Donato.
La prima società in Italia “votata completamente al femminile”, come ti senti a far parte di questo ambizioso progetto?
Sento di aver raggiunto il primo dei tanti traguardi che questa carica mi permetterà di provare ad ottenre. Fin dal primo momento in cui mi sono avvicinata al mondo del rugby femminile ho avuto l’impressione che fosse uno sport troppo poco quotato, quando invece meriterebbe la stessa attenzione che solo negli ultimi anni viene data al rugby maschile in Italia. Da allora, grazie anche a tante delle persone che ho incontrato lungo il mio percorso, ho cercato di ricostruire a Bologna quello che già era presente tanti anni fa: una squadra di rugby a XV femminile. Non è stato facile ma l’obiettivo è stato raggiunto, e sarà possibile mantenerlo anche grazie alla recente collaborazione instaurata con la Felsina, che ci ha accolto tra le sue fila con l’inizio della stagione 2013/2014.
Come è nato questo progetto? Mi trovi assolutamente concorde in merito, ma nel panorama nazionale è un bell’azzardo, visto che il rugby femminile in Italia, passa sempre troppo in secondo piano. In che modo vi muoverete, per strutturare il tutto?
Le Fenici sono nate nel 2012, inizialmente grazie ad una fusione tra le squadre delle città di Bologna e di Modena allora iscritte alla Coppa Italia di rugby a 7. Dopo questo primo anno di “rodaggio” nel massimo campionato, vogliono essere ora una società di riferimento per tutte quelle piccole realtà di rugby femminile che non hanno la possibilità di costituire una seniores e poter permettere alle loro giocatrici una continuazione. Pensiamo ad esempio alle juniores che, compiuti i 16 anni, in molti casi devono dire addio a questa disciplina: Le Fenici sono nate anche con questo intento e di fatto collaboriamo con numerose realtà limitrofe che danno il loro preziosissimo supporto dando l’opportunità alle loro tesserate di indossare la nostra maglia in campo. Questo fa si che il movimento di rugby femminile nella nostra regione possa continuare a crescere e conquistare l’importanza che merita.
Ambizioni? Dove volete arrivare, qual è la priorità?
Tra le nostre ambizioni c’è sicuramente quella di crescere qualitativamente, abbastanza da poterci aggiudicare per merito la promozione nel girone d’Elite della serie A, dove giocano le migliori squadre italiane di rugby femminile. Ma questa non resta per ora una priorità: quello che più ci interessa, al momento, è riuscire a “mettere le radici” in città e diventare una realtà solida e strutturata. Solo con solide fondamenta, possiamo pensare a qualcosa di vincente, guardando al futuro.
Un sogno nel cassetto?
Costituire insieme alla Felsina una nuova realtà che ci permetta di “piantare i pali” su un campo che sia solamente dedicato al rugby, e far diventare quel campo la nostra vera casa. A Bologna esiste una sola realtà di questo genere, la Reno Rugby, e sarebbe bello poter pensare di crearne un’altra che abbia tra le fila anche una seniores femminile.
Parliamo della guida tecnica: come è nata la collaborazione con Lorenzo Cirri? Cosa ti ha convinta ad affidargli un progetto così ambizioso?
Lorenzo per me è prima di tutto un amico: oltre che a considerarlo un tecnico di altissimo livello, lo stimo molto anche come persona. Quando gli ho chiesto di aiutarmi con la guida della squadra sapevo di trovare in lui, prima di tutto, tanto entusiasmo e, soprattutto, l’ interesse alla crescita del rugby femminle, piuttosto che alla mera gloria personale. Si è preso a carico 18 ragazze che non avevano una minima idea di come si giocasse a rugby a 15 e le ha fatte diventare ora delle atlete di tutto rispetto; tanto è che nel frattempo il gruppo si è ampliato e ora la rosa si aggira attorno alle quaranta giocatrici. Nella mia esperienza in questo campo non ho mai visto una crescita costante della squadra come in quest’anno appena trascorso: senza dubbio il merito è anche suo che è stato capace di rendere gli allenamenti stimolanti e divertenti, oltre che mantenere saldo il legame che si crea all’interno del campo, tra le giocatrici. Ho quindi scelto senza indugio di continuare l’esperienza anche per la nuova stagione, affidandogli nuovamente il gruppo, affiancato anche da Giorgio Barbolini, che lo aiuterà con le ragazze di mischia. Ne vedremo sicuramente delle belle e sono certa che, come dice sempre lui, “Le Fenici voleranno ancora più in alto”!
