Debutto con onore per il Giallo Dozza

La prima partita di rugby della vita è sempre un'incognita, soprattutto se il debutto è per tutti i componenti della squadra e per giunta con solo 4 mesi…

La prima partita di rugby della vita è sempre un’incognita, soprattutto se il debutto è per tutti i componenti della squadra e per giunta con solo 4 mesi di rugby alle spalle. Eppure, i detenuti del Carcere della Dozza, oggi – al loro debutto assoluto – hanno giocato a rugby per 80 minuti con orgoglio, con qualche bel gesto tecnico e una grandissima determinazione. Ha vinto lo Stendhal Parma per 71 a 10, come era prevedibile, ma i neorugbisti del Giallo Dozza Bologna Rugby possono dirsi soddisfatti della prestazione.
Avvio di gara con lo Stendhal, pronto a sfruttare ogni distrazione della Dozza, in meta dopo pochi minuti. Quasi tutte le mete dei parmigiani nel primo tempo, ben 8, sono arrivate dalla linea dei trequarti o dagli avanti in sostegno nel gioco aperto. Nelle mischie ordinate, e soprattutto nelle ruck, gli atleti della Dozza sono invece apparsi molto solidi ed organizzati, tanto da riuscire a mettere in difficoltà più volte gli avversari.
Poco prima della metà del primo tempo, incitati da bordo campo e dagli altri detenuti (dalle finestre delle celle ornate per l’occasione di giallo e dal vicino campo sportivo del “Penale”), gli atleti della Dozza hanno segnato i primi 3 punti, su punizione, con un preciso calcio del capitano, l’apertura Ermal Jeshilaj.
L’euforia della segnatura dura poco, perché giustamente lo Stendhal non fa sconti e continua a macinare gioco. La ripresa si apre con i parmensi in vantaggio per 46 a 3, ma Giallo Dozza ha fiato da vendere e la partita si fa interessante. Le incitazioni arrivano in tutte le lingue, qualche coro insiste in francese, quasi a sottolineare la seconda linea Chabal, omonimo e stessa capigliatura e grinta del nazionale francese Sebastien. La furia della mischia in giallo arriva fino dentro l’area di meta, ma la palla cade in avanti poco prima di essere schiacciata a terra. E’ il momento migliore della squadra di casa. Intorno al quarto d’ora, è il numero 8 Edmond Gjoka – appena rientrato in campo dopo una ferita al viso – a segnare la prima storica meta del Giallo Dozza. Il capitano Ermal trasforma e porta il punteggio sul 66 a 10. Finale di partita alla pari, con lo Stendhal che solo grazie alla maggiore esperienza riesce ancora a segnare un’ultima meta.
Bella partita, giocata in modo duro ma leale. Lo Stendhal ha fatto quello che deve fare una squadra di rugby quando affronta un avversario più debole: giocare a rugby, senza fare sconti, segnando più mete possibili. E lo ha fatto, anche se nel secondo tempo ha sofferto l’agonismo dei detenuti e la freschezza fisica dei gialloneri. Comportamento esemplare: “chapeau” agli atleti e allo staff parmense.
Molto bello, poi, il legame che si è venuto a creare tra gli atleti: già nel corso della partita i giocatori in panchina hanno iniziato a mescolarsi, commentando a bordo campo l’incontro come vecchi amici. Le chiacchiere sono continuate dopo il saluto e il “corridoio” a fine partita, per poi aprirsi a tutti durante il Terzo tempo, offerto dal Rugby Bologna 1928 nella palestra del Carcere.
Un debutto positivo, dal punto di vista sportivo e non solo. Una giornata da ricordare per molti, come ha sottolineato a fine partita il capitano di “Giallo Dozza” Ermal: “E’ stato il mio giorno più bello”.

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