Non esistono cibi o diete miracolose capaci di trasformare un giocatore mediocre in un campione, ma un campione potrebbe giocare come un mediocre se sbaglia alimentazione. Con questa fase d’effetto, Ivo Mazzucchelli, nutrizionista e campione di rugby, ha aperto l’incontro “Il rugby nel piatto”, organizzato dal Rugby Bologna 1928 e da Emil Banca, main sponsor della Società rossoblù.
In una sala gremita di atleti, genitori di giovani rugbisti, tecnici e preparatori atletici, Mazzucchelli, con grande competenza, ha raccontato di carboidrati, proteine e grassi, vitamine, sali minerali e acqua, demolendo i tanti “sentito dire” che, nell’alimentazione dello sportivo, e nella vita di tutti i giorni, portano spesso a comportamenti sbagliati.
Promossi la pasta asciutta (meglio se condita con legumi come lenticchie e fave), il pesce, la frutta, la verdura e pure i grassi, indispensabili in qualsiasi dieta come tutti gli altri 5 elementi fondamentali per una corretta alimentazione: carboidrati, proteine, vitamine, sali minerali e acqua.
Il segreto sta nelle quantità (da limitare) e varietà (da aumentare) dei cibi consumati e nella consapevolezza che l’attività sportiva fa consumare molte meno calorie di quello che si pensa (in una partita di rugby il consumo è di circa 7-800 kcal). Di concerto, attenzione invece alle calorie ingerite, che spesso sono sottostimate: basta pensare che per recuperare l’energia spesa in una partita, bastano poco più di 100 grammi di arachidi tostate.
Sfatati da Mazzucchelli anche i tanti falsi miti sull’acqua, dato che, in realtà, non fa ingrassare, va bevuta anche se non si ha sete e pure durante i pasti (e le partite).
A proposito di liquidi, qualche faccia delusa sul quasi-divieto di bere birra nei terzi tempi, proibizione che è diventa quasi una concessione se la birra viene preceduta da una corretta reidratazione con acqua, sali minerali e zuccheri.
Sull’alcol, divieto assoluto invece durante le partite e l’attività sportiva (deve restare fuori dagli spogliatoi). Molte chiusure anche sugli integratori, inutili per chi segue una dieta varia ed equilibrata, e addirittura dannosi, anche psicologicamente, per quanti vi si affidano alla ricerca della prestazione straordinaria. Sì invece agli eccitanti naturali della tradizione, come il caffè.
Dalle basi della corretta alimentazione si è passati ai consigli pratici, specie per il pre e il post partita. Dopo una buona colazione, sì a carboidrati tre ore prima (la classica pasta asciutta) e sì al dolce, magari da consumare come “razione d’attesa” (crostata o ciambella), 60-70 minuti prima all’incontro, o alla classica banana. Il tutto, sempre, accompagnato da acqua da bere a piccoli sorsi. Alla fine, dopo la doccia e nelle due ore successive, ancora un litro e mezzo di acqua e, nell’ordine, frutta, bevande dolci e panini al prosciutto o formaggio. A cena infine, un buon minestrone, bresaola o parmigiano, verdura, frutta e dolce.
Autore del libro “Il rugby nel piatto”, Mazzucchelli è stato un relatore brillante e convincente, sia per la lunga esperienza di insegnante ed atleta (20 presenze in azzurro anche da capitano), sia per l’invidiabile forma che, a 70 anni suonati, lo vede ancora calcare agile i campi da rugby e resistere ad un monologo itinerante di 80 minuti (per un nutrizionista-rugbista è d’obbligo accompagnare la narrazione camminando avanti e indietro), senza l’aiuto di nient’altro di… una bottiglietta d’acqua.

