Con l’approssimarsi di settembre, in tutta l’Europa, gradualmente ricomincia l’attività rugbistica femminile. Nuove squadre nascono, altre cambiano guida tecnica, ma cosa vuol dire allenare una squadra di rugby femminile? Quali sono le differenze rispetto ai ragazzi? Abbiamo sentito il parere di diversi allenatori che hanno lavorato sia con i ragazzi che con le ragazze tra i quali John Birc (allenatore e team manager del Letchworth RFC), che ci hanno aiutato a capire meglio cosa significa lavorare con le ragazze e cosa aspettarsi da una squadra di rugby femminile.
In tutta Europa il numero delle giocatrici di rugby è aumentanto in maniera vertiginosa negli ultimi due anni, nelle prime divisioni dei vari campionati europei adesso giocano circa 200 squadre. Alcune squadre lottano da anni per sopravvivere e altre riescono quasi miracolosamente a prosperare. Tuttavia, le squadre che non ci riescono, raramente non lo fanno a causa di una mancanza di interesse o capacità delle giocatrici, ma a causa di problemi con il coaching. John Birch, un allenatore esperto di squadre di rugby femminili e Team Manager a Letchworth RFC, individua per noi le principali differenze tra allenare una squadra maschile ed una femminile.
Lingua:
Il problema con le ragazze non è quello che dici, ma come lo dici. Ricorda le tue ragazze hanno già fatto un enorme passo cercando di giocare uno sport che viene comunemente considerato “uno sport da ragazzi” e magari vengono anche prese in giro per questo. I ragazzi hanno innumerevoli modelli maschili quando si avvicinano al rugby, ma la maggior parte delle ragazze raramente, se non mai, ha visto donne giocare ad alto livello. Le fondamenta su cui poggia la loro passione sono quindi traballanti.
Una buona cosa è quindi, evitare di dire tutto ciò che rafforza l’immagine del rugby come un “gioco da uomini”. Così, invece di dire “passa il pallone all’uomo a sinistra” è meglio dire “passa a sinistra”, se proprio non riuscite a dire “passa il pallone alla ragazza a sinistra” . Sembra una cosa da nulla ma a livello di comunicazione e comprensione farà una grande differenza.
Cosa aspettarsi da una squadra di ragazze:
Dinamiche di gruppo: Le ragazze sono in genere molto portate al gioco di squadra, molto più di quanto lo sono i ragazzi. Solitamente non ci sono stelle in una squadra di rugby femminile, anche se giocatrici che credono di essere al centro di tutto ciò che può esistere ci sono anche nel rugby femminile, però, sono estremamente rare.
Esperienza:
Le ragazze arrivano al campo molto spesso portate da amiche (il passaparola è ancora il metodo migliore per reclutare nuove giocatrici). Nei paesi del Commonwealth le ragazze spesso hanno un’esperienza sportiva precedente in particolare di netball, uno sport che si gioca solo attraverso il passaggio e la cattura del pallone, questo è un aspetto negativo – le giocatrici di netball tendono sempre a fermarsi immediatamente quando prendono la palla. Nei paesi latini spesso le ragazze vengono dal volley o dal nuoto il che molto spesso crea grossi problemi di affettività sul contatto e difficoltà di apprendimento delle linee di corsa.
Comunicazione e apprendimento
Il metodo standard “io parlo, tu ascolti” del coaching raramente funziona a lungo con le ragazze . Così, mentre è comunque necessario mantenere il controllo durante ogni sessione di allenamento, è necessario dare alle ragazze la possibilità di argomentare, trovare soluzioni e cercare un dibattito libero. Sarà quindi spesso che, nonostante o proprio per questo, quando si comincia a parlare, le ragazze potranno apprendere e capire molto meglio rispetto ai ragazzi.
Le ragazze tendono ad imparare molto più rapidamente rispetto ai ragazzi. Una conseguenza di questo è che si deve essere pronti a coprire più aspetti in una sessione di allenamento con le ragazze, rispetto a quanto si può fare per i ragazzi.
Forza e aggressività
Anche se non è sempre così, le ragazze tendono a non essere aggressive per natura, diversamente da i ragazzi. Ogni allenatore si troverà a ripetere la frase “non essere così soft!” spesso nella prima stagione o con una serie di nuove giocatrici. D’altra parte episodi di spavalderia o violenza in generale sono abbastanza rari in una squadra di rugby femminile. Quando si verificano, c’è una notevole, indignazione in tutta la squadra.
Chiaramente la differenza più evidente tra ragazzi e ragazze sta nella forza fisica. Fino a circa 13 o 14 anni c’è poca differenza reale, ma dopo tale età la maggior parte delle ragazze sembrano smettere di crescere. Non sorprende che alcune tattiche o esercitazioni che si basano sulla forza pura possano essere inappropriate con una squadra di rugby femminile.
I ragazzi tendono a …
- Avere modelli maschili positivi (in ogni ruolo) nel rugby.
- Vedere molte partite di alto livello di rugby maschile.
- Calciare la palla.
- Dover essere incoraggiati a lavorare come una squadra.
- Richiedere che una nuova abilità venga introdotta in vari modi.
- Essere abbastanza maturi per assumere un ruolo di leadership importante a partire dai 15 anni.
- Crescere in modo significativo fino a 18 o 19 anni.
- Essere adatti a tattiche basate sulla forza e aggressività.
Le ragazze tendono a …
- Non conoscere giocatrici famose di rugby femminile e non avere modelli di riferimento.
- Non aver mai visto partite di alto livello di rugby femminile.
- Lanciare (invece che passare) la palla e non calciare mai.
- Lavorare come una squadra.
- Imparare nuove competenze molto rapidamente.
- Essere abbastanza mature per assumere un ruolo di leadership importante a partire dal 13 o 14 anni.
- Crescere in modo significativo fino a 14 o 15 anni.
- Preferire tattiche basate su abilità e velocità.

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