Patrizio Fratini, presidente dell’Avis di Terni, è stato ospite del Terni Rugby nella tensostruttura allestita al campo di via del Cardellino a Borgo Rivo, dove nella serata di venerdì, a cavallo tra gli allenamenti di Seniores, giovanili e Femminile, ha parlato agli iscritti e ai sostenitori del Club rossoverde dell’importanza della donazione del sangue. Un incontro voluto dal presidente del Terni Rugby, Alessandro Betti, e dalla presidentessa dell’Umbria Rugby Ragazze, Simona Foschi, in virtù di un antico legame, quello tra l’Avis e il rugby ternano, che oggi si rinnova.
Fratini ha snocciolato i dati, mettendo in risalto l’importanza di un gesto nobile e semplice come quello di donare il sangue: “In Italia ci sono circa 1 milione di soci attivi che forniscono ogni anno 2.200.000 donazioni. Terni è un caso particolare perchè il nostro ospedale, considerato l’ottavo per importanza a livello nazionale, rappresentando un’eccellenza richiede al tempo stesso anche un’ingente quantità di sangue. Basti pensare che per soddisfare le necessità legate a trasfusioni per operazioni e malattie ci vorrebbero 4.500 donazioni all’anno, mentre se ne raggiungono in media poco più di 3000. Perché donare? Si salvano vite umane dando qualcosa di sé ed è un modo intelligente per fare medicina preventiva”.
Insomma si fa del bene e si riceve anche qualcosa indietro. Ma soprattutto, ha spiegato rispondendo a qualche domanda, non c’è contrasto tra donazione e attività sportiva, bastano appena 24 ore di riposo. A chi ha chiesto se si dona a digiuno, Fratini ha risposto con straordinaria prontezza, raccogliendo l’assist come se fosse sul campo da rugby: “Sì, ma poi c’è il terzo tempo”. Il presidente del Terni Rugby, Alessandro Betti, nel sensibilizzare i suoi atleti a diventare donatori, ha ricordato: “E’ un’occasione straordinaria, abbiamo una grande responsabilità in campo ma da adesso non solo. È un modo intenso e importante di partecipare e rendersi utili”.

