Alle prossime elezioni per la Presidenza della Federazione italiana Rugby, Gianni Amore ci sarà. È, infatti, stato assolto da tutte le accuse “pesanti” che gli erano state fatte: dalla slealtà sportiva, all’abuso di potere. Mentre è stato condannato per quanto riguarda la pare amministrativa, in quanto è stata riconosciuta la non competenza a scrivere la relazione tecnico – morale – finanziaria del comitato, da lui presieduto. Nel mese passato si è parlato tanto, soprattutto, della squalifica che il Presidente Amore avrebbe dovuto subire in caso di condanna: ben tre anni e il conseguente addio alla corsa per la Presidenza Fir. Bene, ad oggi e dopo ben due commissioni giudicanti (una competente, l’altra no)gli sono stati dati ben cinque giorni di squalifica, per le motivazioni sovra citate. Ora, a fronte degli eventi, una riflessione sorge spontanea: ma le accuse di slealtà e abuso di potere, dove sono andate a finire? Chiaro (parere mio), era solo una mossa politica per screditare, forse, il primo vero avversario alla volta della Fir.
L’unica cosa da fare è passare oltre e pensare al bene e al futuro del rugby italiano. Di interventi concreti e seri ne devono essere fatti tanti, per cui meglio pensare a lavorare, piuttosto che a screditare.
