Benvenute K-WAY girls

Dal sito appiarugby.it: K-WAY – La storia L’idea di giocare a rugby viene a Vittoria che in quel periodo sta effettuando il tirocinio in uno studio d’architettura e…

Dal sito appiarugby.it:

K-WAY – La storia

L’idea di giocare a rugby viene a Vittoria che in quel periodo sta effettuando il tirocinio in uno studio d’architettura e lì conosce Fabio che gli parla di questo sport bellissimo a cui lui gioca da quando è bambino.
Una mattina a colazione ne parla con le sue coinquiline Elisabetta, Valeria, Alejandra e decidono di provare.
C’è bisogno di qualcuno che gli insegni e Vichi ne parla con Fabio che accetta entusiasta di fare da allenatore. In quattro si è in pochi per giocare a rugby, quindi si cerca tra le amiche e si uniscono Angela, Francesca e Gisella.
Il pallone ovale c’è ma bisogna trovare un campo e si decide di provare al parco di Villa Borghese dove, in uno spiazzo di terra alla fioca luce di un lampione, comincia l’avventura… Iniziamo così, per gioco, senza un vero progetto di squadra, ma il divertimento e l’entusiasmo non mancano e da subito gli allenamenti diventano regolari.
Il terzo tempo all’inizio è una borsa termica piena di birre consumate ai margini del parco. Ormai è nata una squadra, le K-WAY.
Se volete sapere perchè ci chiamiamo così provate ad allenarvi in un campo infangato e capirete… Man mano coinvolgiamo persone: David (preparatore atletico), Frank (allenatore della mischia), Valeria Ntosta, Giulia e Laura; ci procuriamo dell’attrezzatura, palloni, conetti, scarpini, uno scudo autocostruito (a comprarlo costa troppo); disegnamo un logo e apriamo una pagina Fb dove mettere foto e commenti. Il terzo tempo si trasferisce nei locali del Pigneto in particolare alla Fraschetta del troglodita, nostro grande fun.
Arrivato l’inverno cominciamo a sentire il bisogno di un campo con gli spogliatoi, quindi ci uniamo alla SPQR Gladiatori Roma, una società che si allena nei pressi di Largo Preneste, così possiamo anche tesserarci. Si uniscono altre ragazze Giorgia, Erika, Jonida e Valentina…e l’avventura continua.
La notizia dell’esistenza di una nuova squadra arriva alla federazione che in due occasioni ci manda una dirigente e un’allenatrice federale. Iniziamo a fare allenamenti congiunti con le altre squadre: le All reds, il Cus, le Red & Blue. Facciamo persino tre giorni di ritiro in altura nel Parco dei Sibillini con due allenamenti al giorno in un magnifico campo di soffice erbetta (una vera rarità per il nostro sport…).
Dopo esserci procurati una divisa da gioco (con dei magnifici calzettoni rosa su cui all’inizio alcune di noi erano perplesse ma che ora ci invidiano tutti) siamo pronte per l’esordio e dopo una partita pubblica tra di noi durante il torneo dei Gladiatori (un grazie doveroso va al caloroso pubblico di parenti/amici, alla mamma di Ntosta per il terzo tempo e ad Antonio, il nostro fotografo) prendiamo coraggio e invitiamo il Cus per un’amichevole sul nostro campo.
Si decide per una partita a sette con le regole delle finali di Coppa Italia, tre tempi da 10 minuti. Il primo tempo ci vede emozionate, contratte e veniamo bucate ripetutamente a largo, ma nel secondo abbiamo un sussulto d’orgoglio, la difesa inizia a funzionare e maciniamo gioco fino a fare la nostra prima meta, di mischia, con tutta la squadra che entra in spinta nell’area di meta avversaria, a cui seguono rapidamente altre due siglate da Giorgia; nel terzo la superiorità del Cus torna a farsi sentire (un allenamento a settimana è decisamente troppo poco per uno sport atletico come il nostro…) e il risultato non è mai in discussione ma va bene così, di più non si può chiedere. Dopo le docce grande terzo tempo alla Ex-Snia che ci mette a disposizione le cucine.
È difficile spiegare quanta gioia e soddisfazione possa regalare una partita anche se persa, semplicemente per averla giocata! È la magia del rugby… A questo punto abbiamo una voglia matta di giocare e partecipiamo al Sette di Roma, torneo a sette a tutto campo in una giornata torrida, una esperienza faticosa ma bellissima con tante partite e terzo tempo con discoteca all’aperto.
Vorremmo partecipare ad un torneo di beach ma ci dicono che è tardi per iscriverci (qualcuno per caso incomincia ad avere paura di noi? Ovviamente non è così ma è bello illudersi un po’…) allora ci presentiamo a sorpresa al primo Appia Seven Tournament, torneo di rugby a sette degli Arnold che ci accolgono a braccia aperte.
Ovviamente non possiamo giocare a contatto con gli uomini e chi gioca con noi gioca a touchè, ma il torneo è serio e giocato con intensità; nessuno vuole perdere e noi tantomeno. Riusciamo a pareggiare una partita e, udite udite, vincerne un’altra; solo la squadra del capitano dell’Appia, che vincerà il torneo, riesce a batterci e di misura.
Alla fine c’è spazio anche per una partitella a contatto in cui gli appiani hanno modo di assaggiare i nostri placcaggi… Dopo la doccia grande terzo tempo, con mitico bagno collettivo in piscina!

Con l’Appia è amore a prima vista, ci piace la struttura ma soprattutto il calore di tutta la squadra e capiamo che è l’ambiente giusto per crescere; quella stessa sera si gettano le basi per il nostro sodalizio, da settembre saremo la femminile dell’Appia. Possiamo contare su due allenamenti a settimana e il cartellino gratuito che ci serve per coinvolgere quante più ragazze possibile. Perchè l’anno prossimo si fa sul serio…

Ci aspetta il nostro primo campionato!

La foto allegata non ha a che fare con il progetto.

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