“Checco l’Ovetto”: Il nostro saluto a Matteo Santinon

È una domenica di sole quella del 15 dicembre, dopo lunghi giorni immersi nella nebbia padana. In campo i bambini si riuniscono al centro, assieme ad educatori, accompagnatori…

indexÈ una domenica di sole quella del 15 dicembre, dopo lunghi giorni immersi nella nebbia padana. In campo i bambini si riuniscono al centro, assieme ad educatori, accompagnatori e dirigenti. Formano un enorme cerchio. Un solo grido “e per Matteo hip hip – hurray, hip hip – hurray, hip hip – hurray”.

È così che a Camposampiero, durante il concentramento con Scuola Rugby Dosson di Casier, Rugby Riviera 2010 e Roccia S. Stefano Rugby, e gli ospitanti di Checco l’Ovetto, si è deciso di dare l’ultimo saluto a Matteo Santinon, 41 anni, stroncato da un infarto dopo una partita a calcetto tra amici (ma da buon sportivo era appassionato anche di corsa e di bicicletta). Matteo militava nei Variegati del Castellana Rugby, il rugby amatoriale, forse quello meno spettacolare ma fatto di passione. Ed è per questo che quando si doveva decidere come salutarlo, si è pensato “come un rugbista amerebbe essere salutato!”.

Matteo lascia la moglie e due figli adolescenti. Il movimento rugbistico di Camposampero si è attivato per una raccolta fondi da devolvere alla famiglia, a sostegno di quello già in atto dagli amici di Castelfranco.

Matteo, e se è vero che il rugby è lo sport giocato in paradiso (proverbio gallese), divertiti.

E per Matteo hip hip, hip hip, hip hip…

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