Cus Molise Rugby: una bella sconfitta contro i dragoni sanniti

L'incontro di domenica dei Lupi molisani contro i Dragoni sanniti è stato un bel match. Duro, come vuole la migliore tradizione. Quindi onorato. Abbiamo perso contro un gruppo…

L’incontro di domenica dei Lupi molisani contro i Dragoni sanniti è stato un bel match. Duro, come vuole la migliore tradizione. Quindi onorato. Abbiamo perso contro un gruppo di ragazzi che macina nei cingolati della mischia i suoi metri. Ci somigliano.
Dopo pochi minuti un bel piazzato li porta sullo 0 – 3.
Ecco, molta mischia, molti pesi massimi al lavoro. Il “sacrificio” dei “pesanti” delle due squadre si equivale, quindi, si inizia ad aprire.
I più accorti dragoni allargano meglio e fanno meta proprio in quegli angoli di campo dove lavorano i “veloci” del rugby.
0 – 8, non viene trasformata la meta.
Questo è uno sport dove il coraggio dello scontro ha una regia, iniziano le indicazioni. La nostra difesa punta i “propri” uomini ma subito un’altra meta, ancora non trasformata. 0 – 13. Pagando la loro apertura, che con un bel gioco sposta di molto sulle ali, arriva la terza meta non trasformata in seguito. 0 – 18.
Occasioni ben sfruttate dai dragoni ma nulla da recriminare ai nostri che fanno il loro.
La partita si dimostra sempre bella per i sostenitori delle due squadre che, in una domenica pomeriggio calda e piena di sole, si godono un bel rugby.
Iniziamo a crescere, ed ecco l’ultimo quarto del primo tempo nei ventidue avversari purtroppo senza mete.
Nella ripresa cambia l’assetto tattico dei Lupi molisani. Entra ancora il “piccolo” Ciccotelli autore di due mete al suo esordio ad Avellino.
Entra il nostro piccolo molisano innamorato di questo sport grazie ai ragazzi del CUS. Entra con le sue gambe lunghe e veloci. Si imposta il gioco, la mischia si sacrifica per lanciarlo ancora. Il mediano Mignogna imposta l’azione. La palla arriva al Lupo appena entrato.
Saranno quaranta i metri di Mirko (questo il suo nome) corsi d’un fiato prima di schiacciare la palla in mete. L’urlo del vecchio Romagnoli scalda il cuore. Quindici punti in due partite giocate in assoluto. Non si trasforma. 5 – 18. Continuiamo con il nosto assetto tattico in azioni veloci macinate sulla fascia: buona occasione per Adamo che purtroppo nasconde l’ovale ai suoi compagni venendo “abbattuto” dalla difesa sannita. Altra meta subita nei pressi della bandierina. 5 – 23.
Questo il finale di un incontro dove si è mangiata molta terra, dove si è alzata molta terra. Non è una metafora romantica. Lo storico impianto sportivo molisano, ripristinato da poco grazie anche al lavoro dei nostri, paga ancora l’assenza degli innaffiatoi. Poco male.
Campobasso rischiava seriamente di perdere il suo tempio del rugby. E’ stato un bel incontro, una bella domenica. Certo abbiamo perso, ma abbiamo raccontato ancora una volta una pagina di sport vero. Di tutto quello che si scrive sulla palla ovale, noi amiamo quello battuto su di una tastiera con sacrificio, con spirito. Le partite di questo rugby non professionale, non si possono raccontare con una metrica dettagliata di ciò che accade su di un rettangolo da gioco. Perché accade ben altro. Non puoi usare termini anglofoni di fasi di gioco conosciuti solo agli appassionati. Se lo fai, ti esponi ad essere una “vetta” per un lettore che non ti deve leggere, ti deve impara a memoria: diventi una cantilena senza spirito! E allora sappiate che è stato bello ingoiare tutta quella polvere. E’ stato bello giocare ancora in città, in casa. Non vogliamo essere fraintesi. Non vogliamo solennità che non esiste. Di quella profonda, solenne. Non esiste.
Il Rugby è tornato in città, abbiamo perso.
Abbiamo vinto!

Foto del match di Giovanni D’elia

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