Di Davide Macor
Autogestione, organizzazione, grandi Terzi Tempi e tanto Rugby Amatoriale
Conosciamo meglio questa idea sconosciuta ai più, ma assolutamente coinvolgente, innovativa e splendidamente organizzata: il Campionato Amatoriale di Rugby a XV. Facciamo due chiacchiere con Massimo Grifa, fondatore del “movimento” e giocatore dei Torelli Sudati, dopo l’edizione del campionato 2012, che ha visto trionfare i Putei Veci di Venezia.
Come mai l’idea di questo campionato amatoriale?
L’idea è nata l’anno scorso dopo aver giocato diverse amichevoli con squadre di amatori non iscritte a nessun campionato Fir (Stella Rossa Milano e Cinghiali del Setta). Abbiamo realizzato come realtà simili alla nostra fossero diffuse nel territorio molto di più di quello che potevamo immaginare. Da qui abbiamo deciso di contattare altre squadre, in collaborazione con la Stella Rossa Milano e queste hanno aderito alla proposta con entusiasmo.
La necessità pratica era ed è quella di giocare con continuità durante l’anno permettendo così la crescita sportiva di ciascuna compagine.
La scelta di non aderire alla Federazione, da dove nasce?
Nasce sia da esigenze pratiche (per esempio la stesura del calendario) sia dai nostri obiettivi. Non è nostro interesse come Torelli Sudati partecipare a campionati che, per la loro natura competitiva, ci portano a stravolgere giocoforza l’idea che abbiamo: il rugby per tutti.
Come si sviluppa questo vostro campionato?
Il campionato è diviso in 2 gironi zonali da 6 squadre. Il girone est Veneto/Emilia Romagna annovera: Cinghiali del Setta (Rioveggio – Bo), Draghi Feltre, Leoni di Chioggia, Putei Veci (Mestre), Torelli Sudati (Padova), Variegati (Castelfranco V.to); il girone ovest Lombardia/Trentino: Benacense Rugby (Riva del Garda), Deportivo Lambrate, Falchi Vigevano, Rugby Alto Serio, Stella Rossa Milano, Sabres (Sesto Calende). Le giornate di campionato sono 6, una ogni 3 settimane circa, da ottobre ad aprile.
Alla fine della stagione “regolare” le prime 2 classificate di un girone giocano le semifinali in gara secca, incrociandosi con le compagini dell’altro girone. Nella giornata finale (quest’anno a Rioveggio, il 19 maggio) si disputano le gare per il 1°/2° e 3°/4° posto, nonché un mini torneo tra le altre squadre non qualificate.
La cosa che per te servirebbe al rugby italiano.
Per la mia modesta esperienza maturata con la squadra e con questo campionato, credo che sia necessario allargare la base dei praticanti di questo sport. Non mi riferisco solo ai bambini e ai giovani, ma agli adulti. Un nostro vanto è quello di aver avvicinato al rugby ragazzi e ragazze, uomini e donne che altrimenti lo avrebbero vissuto solo dalla tv (quando viene trasmesso…) e che molto difficilmente avrebbero trovato spazio in realtà agonistiche.
Si tratta di un modo, forse il più bello, di nutrire la propria passione. Infatti molti dei nostri giocatori non hanno alcun vissuto rugby stico, ma viene loro offerta la possibilità di vivere questo sport da dentro: tutto ciò alla lunga diventa “movimento”, gente che fa conoscere il rugby in giro e può dire di farne parte.
A vedere le foto sembra che ci sia un bel seguito di tifosi, o mi sbaglio? Un successo personale, visto che sei uno degli ideatori, giusto?
Abbiamo un buon numero di spettatori ad ogni giornata, anche perché abbiamo organizzato il torneo in concentramenti, con 2 partite alla volta.
In questo modo un turno di campionato diventa un evento per chi lo ospita, attraendo maggiore pubblico. A livello personale sono molto contento di aver aiutato con gli altri allo sviluppo del rugby in città come Chioggia, dove il rugby non esisteva fino ad ottobre di due anni fa.
Progetti per il futuro?
Essendo il tutto in completa autogestione (ne approfitto per ringraziare pubblicamente tutte le squadre per la collaborazione) la cosa che ci auspichiamo è quella di trovare qualche forma di sponsorizzazione che ci aiuti a consolidare la nostra idea. A livello sportivo vorremmo coinvolgere anche altre squadre, magari di altre regioni, per farlo diventare un vero e proprio Campionato Italiano Amatoriale Rugby XV.
Che dire, lo spirito è quello giusto, l’organizzazione anche per cui…un grosso in bocca al lupo a questo bellissimo gruppo di Amatori Professionali del rugby a XV.
