Due chiacchiere ovali con il Presidente del Rugby Borgosatollo, il più giovane d’Italia!

Vivere di rugby amatoriale è una bella sfida quotidiana, ma ci sono momenti in cui vieni a contatto con il vero spirito dello sport e capisci il perché…

Vivere di rugby amatoriale è una bella sfida quotidiana, ma ci sono momenti in cui vieni a contatto con il vero spirito dello sport e capisci il perché ti ostini a parlare solo di questa nicchia rugbistica. Oggi ho avuto il piacere di intervistare Giuseppe “Beppe” Pan, il neo presidente del Rugby Borgosatollo, una piccola squadra bresciana nata per volere di Beppe, appunto e di Stefano Brioni, due ventenni che amano la palla ovale e che si sono messi in gioco, creando la loro società di rugby.

La passione per il rugby davanti a tutto, in questo momento di crisi e difficoltà, fondare una società è una bella scommessa. È stato un iter difficile? Quali sono state le maggiori problematiche?

Beh, che dire, fondare una società in questo periodo non è stato facile onestamente! Sia per la crisi, sia per la giovane età che abbiamo e per tutte le responsabilità che abbiamo deciso di prenderci. L’idea è nata una sera di novembre, quando io e Stefano Brioni (l’altro presidente e coordinatore del Rugby Borgosatollo) abbiamo deciso di metterci in gioco: sfidare tutto e tutti cercando di creare una nuova realtà nel paese in cui viviamo, Borgosatollo per l’appunto. Sin dall’inizio non nego che abbiamo incontrato diverse difficoltà: avere i permessi per poter utilizzare un piccolo fazzoletto di terra, pubblicizzare il fatto che a breve sarebbe nata una nuova squadra, riuscire a coordinare tutti gli aspetti relativi a una società sportiva e trovare gli sponsor. Diciamo che è stato un bell’impegno, ma con grande soddisfazione siamo riusciti a creare ciò che volevamo fare: creare una società di rugby. Ora abbiamo circa una trentina di ragazzi che si sono appassionati a questo meraviglioso sport e piano piano stiamo crescendo, sia come gioco, sia come realtà sul territorio.
Parliamo un po’ della vostra nuova società: quanti bambini avete coinvolto nel progetto? Quanti educatori – allenatori? Dove vi allenate? Anche voi, come in molti casi, avete avuto difficoltà a reperire un campo, oppure questa volta è filato tutto liscio?

Momentaneamente non abbiamo ancora coinvolto bambini e ragazzi con età inferiore ai 17 anni. Questo perché stiamo aspettando la realizzazione del campo che, poi, porterà alla nascita del minirugby e delle giovanili. Insomma crediamo sia solo questione di tempo! Per quanto riguarda l’aspetto allenatori ci troviamo in una situazione ancora aperta: momentaneamente la squadra è allenata da un nostro simpatizzante e  giocatore che, essendosi appassionato al nostro progetto, ha voluto aiutarci e giocare con noi: Andrea Demaria. A poco a poco stiamo insegnando i principi e il gioco a coloro che non avevano mai visto una palla ovale fino a pochi mesi fa (circa il 90% della squadra). A dire la verità il nostro progetto è proprio quello di creare una società da zero, sia per gli aspetti burocratici, sia per quanto riguarda i giocatori: moltissimi dei nostri come ho già detto non avevano mai giocato a rugby e onestamente trovo che si siano appassionati e abbiano creato un forte gruppo coi compagni. Per quanto riguarda gli allenamenti la squadra si allena presso il
centro sportivo comunale B. Pola di Borgosatollo, grazie alla disponibilità concessaci dal gestore. E’ un ottimo luogo in cui fare pratica, in quanto oltre al nostro campetto (che stiamo aspettando venga definitivamente sistemato) abbiamo a disposizione diverse comodità che solo in un centro sportivo si possono trovare. La questione campo è, come sempre, il tasto dolente. Noi, come anticipato prima, stiamo aspettando che venga sistemato quel fazzoletto di terra concessoci per allenarci; tuttavia sappiamo che rimarrà un campo d’allenamento perché le misure per creare un campo regolamentare non ci sono. Per l’anno prossimo siamo costretti ad affittare un terreno da qualche parte, sperando che almeno una delle molte realtà rugbystiche del bresciano ci aiuti, lasciandoci giocare su uno dei loro campi. In futuro, sicuramente a lungo termine, ci auguriamo di riuscire ad ottenerne uno tutto nostro, per il momento, però, ci accontentiamo. La filosofia dei piccoli passi, in questo caso, è la cosa migliore.

Progetti per il futuro?

Per il futuro, il progetto principale è quello di creare squadre giovanili, minirugby compreso e un giorno, magari, riuscire ad avere un campo regolamentare sul territorio Borgosatollese!
Giocando con la fantasia, avete un sogno nel cassetto? Penso che riuscire a fondare una società sia già una bella cosa, ma potendo sognare, cosa vorreste?

Bella domanda! Un sogno reale ci sarebbe…almeno per quanto mi riguarda! sarebbe molto bello poter riuscire a trovare finalmente qualche sponsor di peso che creda nel nostro progetto e ci permetta di vivere questa avventura in maniera più tranquilla. Si, perché ad oggi, purtroppo, vista la mancanza di fondi, tutti i giocatori sono costretti a pagarsi le docce e, facendo tre allenamenti a settimana, è una bella spesa. Comunque siamo fiduciosi, soprattutto per l’anno a venire: grazie, infatti, all’amichevole che abbiamo giocato a Borgosatollo nel campo da calcio del Real Borgosatollo (gentilmente concessoci per la giornata dal gestore del centro sportivo in cui ci alleniamo) il 26 giugno di quest’anno, contro il Rugby Benacense e grazie alla vittoria conseguita (la prima della nsotra brevissima storia) siamo riusciti ad avere un grande pubblico e una grande visibilità. In questa maniera ci siamo fatti conoscere e abbiamo dimostrato quanto crediamo in questo progetto e quanto siamo orgogliosi di aver creato una realtà così nel nostro paese In modo particolare per  due ventenni come noi che non si “mettono in tasca” niente,  se non la passione per questo bellissimo sport!

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