Dal sito del Rugby Falconara:
Le raffiche di Garbì che battevano già dalla mattina sul Parco del Cormorano e l’infilata di prestazioni positive inanellata dal Senigallia lasciavano presagire una sfida densa di insidie e incognite; così, forse per avere più spinta sul corpulento pacchetto di mischia senigalliese e forse anche per la stretta vicinanza del campo di gioco con la raffineria, il Falconara decideva di affrontare la partita montando un motore ad alimentazione diesel, certamente di buona trazione ma lento nell’arrivare a pieno regime.
Nonostante infatti la scelta iniziale del campo col vento a favore e le raccomandazioni impartite dall’esperienza degli allenatori, tutta la durata del primo tempo è stata spesa per scaldare tecniche e strategie di gioco alterate dalla costante azione del vento che complicava il controllo delle traiettorie del pallone, sia nella calibrazione del gioco al piede sia nelle ricezioni alla mano.
La prima frazione di gioco vede appunto Falconara indecisa nell’imporre il proprio gioco e guadagnarsi quel distacco che sarebbe stato opportuno per poter gestire il secondo tempo con minor preoccupazione per la contrarietà del vento, e nonostante il parziale di 17 a 0 (maturato con 2 mete trasformate e un piazzato) si assiste ad una serie di avanti, punizioni calciate in touche troppo vicine e giocate sbilanciate sulla trequarti che non consentono di finalizzare con più punti la supremazia territoriale sugli avversari.
Dal lato opposto, il Senigallia è stato caparbio nello spingere sulle proprie gambe per contrastare la pressione del vento e per respingere l’avanzata dei granchi falconaresi, riuscendo a limitare il passivo e mantenendosi la possibilità di recupero da giocarsi tutta nel secondo tempo sul lato del campo col vento a favore.
Paradossalmente però nel secondo tempo, proprio in condizioni ambientali peggiori, il Falconara finalmente caldo (complice sicuramente la rettifica fatta dagli allenatori nell’intervallo) riusciva a portare il motore a pieni giri, conducendo i secondi 40 minuti con costante dominio di campo, giocate precise, placcaggi decisi e pochissimi errori, realizzando altri 12 punti (2 mete di cui una trasformata) che mettevano al sicuro la giornata nonostante la meta subìta proprio allo scadere (e che sarebbe stato bello evitare per conservare l’imbattibilità della difesa).
Forse l’elemento più significativo della giornata è stata quindi la buona capacità di reazione e di riequilibrio della squadra che, anche se con la lentezza del diesel che “ci mette un po’ a scaldarsi”, ha saputo riconfigurarsi e adattarsi alle condizioni del campo in base alle formule impartite dagli allenatori.
Una notazione a parte per:
il bel ritorno sul campo di piccolo Budda Santosh che festeggerà l’evento portando “un bidòòò” di “raviooolo”.
il rammarico per Claudio Regini con 2 dita trasformate in simil-cotechini che festeggerà l’evento mettendo Michelì dentro un “bidòòò” al posto dei ravioli.
il giallo rimediato da Kouame Kouassi Aubin (in arte Borìs) che verrà obbligato a festeggiare l’evento lavando i propri parastinchi con ammoniaca e acido muriatico.
l’assenza di Fanelli tra il pubblico che probabilmente sarebbe stato capace di deviare dal campo le fastidiose raffiche di vento sparando le sue famose raffiche di… saggezza.
Così in campo e in panca:
Giovanni Scarfato, Santosh Brutti, Roberto Refi (Andrea Del Monte), Kouame Kouassi Aubin, Matteo Astolfi, Ivan Brunelli, Michele Montanari (Michele Ricci), Diego Lanari, Alessandro Latini (Luca Fiordelmondo), Giacomo Bianconi, Simone Gambelli, Nicola Giacona (Daniele Ferretti – Andrea Mangialardo), Emanuele Cammisa, Simone Del Latte (Marco Rosi), Francesco Bianconi, Claudio Regini (a.d.), Mariano Fagioli (all.), Matteo Marinelli (all.).
Risultato (punti classifica): Falconara Rugby 29 (5) – Sena Rugby 7 (0)
Mete: Diego Lanari (1), Giacomo Bianconi (1), Ivan Brunelli (1), Marco Rosi (1)
Trasformazioni: Simone Gambelli (3)
