Prima e storica vittoria del Giallo Dozza Bologna, la squadra composta dai detenuti del carcere della Dozza di Bologna, che oggi ha battuto nel 6° turno del girone “Consolazione” del campionato di C2, il Rugby San Marino per 14 a 5.
Partita combattutissima che come spesso si è visto quest’anno ha visto il Giallo Dozza partire forte. Dopo poco più di cinque minuti, il centro tunisino Slimen resiste ad un placcaggio e vola solitario in mezzo ai pali per la prima meta dei Gialli. Il guatemalteco Aroche non sbaglia la trasformazione e Giallo Dozza si porta sul 7 a 0.
La partita prosegue a fasi alterne, in sostanziale parità tra le due squadre. Nel secondo tempo, il Bologna entra carico deciso a non mollare e si porta subito in attacco. Qualche scaramuccia e al 5° minuto l’altro centro tunisino Ihasti, con un’azione quasi fotocopia della prima, rompe un placcaggio per poi correre 40 metri fino in mezzo ai pali. Aroche è preciso e il Giallo Dozza si porta sul 14 a 0.
San Marino, colpito, non demorde, anzi, pare rinvigorito e inizia un lunghissimo assedio del campo bolognese. Qualche buona azione dei sammarinesi fino alla meta (non trasformata), realizzata dopo una lunga azione alla mano. Sul 14 a 5 i detenuti della Dozza rivedono lo spettro dell’andata, quando San Marino con un finale di carattere ribaltò il risultato.
Ma questa volta Giallo Dozza è solido e determinato, contrattacca e difende. Negli ultimi 10 minuti, pur rischiando tantissimo (per due volte i sammarinesi fermati a pochi centimetri dalla segnatura), tengono il campo, psicologicamente e fisicamente, chiudendo con grande sofferenza una partita perfetta.
Sul fischio finale – e finalmente il successo – gioia incontenibile dei detenuti, che hanno fatto volare alto il loro coach Zancuoghi tra canti e risate liberatore.
Con il primo successo, che è pure “internazionale”, Giallo Dozza (a 5 punti) supera in classifica San Marino (fermo a 4), e guarda con più convinzione la prossima partita, con il Misano, alla quale assisteranno in via eccezionale anche i familiari dei detenuti, che per volontà dell’Amministrazione carceraria saranno ammessi sulle tribune per incitare i propri congiunti.

