Più di duemila gli aquilani che hanno sostenuto la Gran Sasso nella finale persa al “Fattori”: mai così tanta gente in questa stagione in tutte le categorie del rugby italiano, esclusi Nazionale e Celtic League. La gioia del vicepresidente Anibaldi
Se il responso del campo per la Gran Sasso Rugby è stato amaro, domenica un grande risultato comunque è stato raggiunto: il “Fattori” così pieno per una partita di rugby non si vedeva da tempo a L’Aquila. Un pubblico abbondantemente sopra le due mila presenze, che fanno della partita di domenica l’incontro con più spettatori in Italia in questa stagione, dall’Eccellenza alla Serie C (escludendo quindi Nazionale e Celtic League).
Un tifo composto soprattutto da giovani, che ha seguito gli ottanta minuti finali della Serie B, la finale di ritorno tra gli aquilani e il Colorno Rugby, risultato poi vincitore e protagonista della meritata promozione in Serie A.
Al di là del responso del campo, la gioia della società per il raggiungimento di questo risultato è tanta, e la rappresenta bene il vicepresidente Pierfrancesco Anibaldi.
In pochi anni da una squadra di un piccolo paese dell’aquilano al record di spettatori al “Fattori”…
“Una bella soddisfazione. Questa avventura nasce insieme a Paolo Perrotti, Francesco Urbani, Gianfranco Di Cristofaro, Loredana Micheli, Mimmo Giampietri e altri in un paese di poche anime come San Pio delle Camere. Ci siamo radicati dapprima nell’altopiano di Navelli e poi ci siamo ‘espansi’ a tutto l’aquilano, stringendo rapporti anche con alcune realtà della zona di Pescara. La Gran Sasso oggi non è il simbolo di un solo paese ma di un intero territorio, che caratterizza in primis tutto l’aquilano ma anche tutto l’Abruzzo”
Un bel tifo quello di domenica.
“Davvero bello. Credo che tutti gli appassionati di rugby fossero presenti, come anche tutte le istituzioni provinciali e comunali. In più c’erano molti tifosi provenienti dalla provincia di Pescara, rappresentati dal Sambuceto Rugby, arrivati con pullman e mezzi propri. Tra di loro anche l’assessore all’urbanistica di San Giovanni Teatino, comune che ci ha ospitato dopo il sisma e che ci ha accolto come suoi ‘figli’”
Domenica non è andata bene, ma già si sta preparando la prossima stagione.
“Eravamo emozionatissimi tutti. Abbiamo coinvolto tante persone intorno al nostro progetto e domenica scorsa, al di là del risultato sul campo, per noi è stata la concretizzazione di un sogno, ma non la conclusione. Ci crediamo, vogliamo arrivare più in alto e sono convinto che anche con tutto l’affetto che ci circonda l’obiettivo della Serie A sarà sempre più vicino”
Nonostante sia una società relativamente giovane (il primo campionato di Serie C risale solo al 2004) la Gran Sasso ha dimostrato domenica di essere a tutti gli effetti una bella realtà dello sport cittadino, una società radicata sul territorio, desiderosa di investire sulle competenze locali anche per quanto riguarda la realizzazione del campo sportivo di Villa Sant’Angelo, i cui lavori sono iniziati da qualche settimana.
Un progetto brillante, dinamico e giovane, che fa ben sperare per la prossima stagione, quando la Gran Sasso tornerà all’assalto della Serie A.
