I Pirati Livorno campioni d’Italia nel campionato Old di rugby per il 2° anno consecutivo

Nel CIRO (Campionato Italiano Rugby Old), la realtà dei Pirati, la squadra composta da giocatori veterani di tutta la provincia di Livorno, ha conquistato il secondo posto al…

I Pirati Livorno campioni d’Italia nel campionato Old di rugby per il 2° anno consecutivo

Nel CIRO (Campionato Italiano Rugby Old), la realtà dei Pirati, la squadra composta da giocatori veterani di tutta la provincia di Livorno, ha conquistato il secondo posto al termine della stagione 2021/22, il terzo posto nell’annata 2023/24 e, soprattutto, due prime piazze consecutive, nei tornei 2024/25 e 2025/26. Due scudetti di fila meritatissimi, ottenuti da imbattuti, al termine di percorsi senza macchie, né sconfitte. Il sodalizio dei ‘tuttineri’, che alterna i propri allenamenti e i propri impegni casalinghi sul ‘Tamberi’, il terreno di gioco di via Russo, alla periferia nord di Livorno, e sul ‘Santa Costanza’, il rettangolo di gioco di San Vincenzo, può contare, per la categoria Old (riservata agli over 35) su mezzi tecnici di primissimo piano. Nell’ampia rosa a disposizione degli allenatori-giocatori Alberto Mazzoni e Francesco Mariotti e dell’allenatore-non giocatore Leandro Manteri (l’ex trequarti protagonista anche nel Benetton Treviso e in nazionale) figurano, tra gli altri, elementi che qualche tempo fa, nella prima parte della loro carriera rugbistica, hanno anche militato, tra i seniores, nel massimo campionato domestico. Ma attenzione: senza una determinazione fuori del comune e una volontà di ferro, anche le importanti qualità tecniche non sarebbero bastate per cogliere due titoli tricolore di fila. I Pirati hanno vinto i due scudetti delle ultime due stagioni, dopo aver affrontato, nelle due finali, lo stesso avversario, il team bresciano de i Gnari de Brèsa. Due finali dall’andamento diversissimo l’una dall’altra. In occasione del match del 31 maggio 2025, giocato a San Vincenzo, i Pirati hanno agevolmente recitato il ruolo di ‘profeti in patria’: hanno dominato la scena e si sono imposti in scioltezza 5-0 (ogni meta un punto). Un match che però ha lasciato – paradossalmente non nel corso del confronto, non nell’immediatezza e neppure nel ‘festoso’ ed immancabile ‘terzo tempo’, ma solo nei giorni successivi – uno strascico velenoso e polemico, per una vicenda legata ad un giocatore dei lombardi, uscito anzitempo per infortunio. Uno strascico che ha ben poco di spirito rugbistico e che ha spinto una buona parte della rosa dei Pirati stessi a non voler affrontare nuovamente i bresciani, in occasione della finale 2026, giocata a Monza lo scorso sabato 30 maggio. I Pirati, dunque, dopo aver ottenuto con una sfilza di soli successi (sette su sette) il primo posto nel girone tosco-emiliano, si sono presentati con un roster rimaneggiato, con soli 22 giocatori – alcuni peraltro alle prese con noiosi acciacchi – a referto alla gara decisiva per il titolo. Già nel corso del primo tempo, i livornesi hanno dovuto, per necessità, far ricorso a tutti i sette elementi inizialmente in panchina: out per infortunio, tra gli altri, i validissimi trequarti Daniele Biagiotti, Gabriele Biagiotti e Riccardo Sciacol, giocatori – vedi sopra – che hanno militato, con la maglia del Rugby Livorno, anche in A1. Nonostante tali problemi, aggrappandosi al proprio orgoglio, i Pirati hanno saputo mantenere la loro lunghissima imbattibilità, che dura da due anni e otto mesi. Dopo aver sbloccato la situazione con la meta in velocità di Francesco Mariotti ed aver chiuso il primo tempo in vantaggio 1-0, i livornesi hanno incassato le due marcature dei lombardi, che si sono portati sul 2-1. I Pirati non hanno ammainato la loro inconfondibile bandiera, hanno fatto ricorso al proprio impagabile carattere, hanno scavato dal fondo del barile le rimanenti energie e con il talentuoso Gabriele Pelletti (altro trequarti di primo piano, ex Rugby Livorno) hanno trovato, al termine di una brillante azione, la meta del definitivo 2-2. Salomonica la situazione di parità al termine dei 60 minuti regolamentari. Si è fatto ricorso a 10 minuti supplementari, nel corso dei quali non si sono registrate ulteriori marcature. 2-2 il risultato dopo i complessivi (ruvidi) 70 minuti. Per stabilire quale delle due squadre meritasse il titolo italiano Old si è dunque conteggiato l’età di tutti i giocatori in rosa. ‘Premiata’ la formazione meno giovane, quella appunto dei Pirati, guidata dal capitano – presidente Stefano Pagni (seconda linea protagonista in passato anche in A1 e in A2, con il Rugby Livorno). Per una volta, avere qualche anno in più si è rivelato bello per questi ‘eterni rugbisti’, campioni d’Italia alla faccia delle polemiche post finale 2025, delle pesanti e gravi assenze e delle difficoltà legate agli infortuni occorsi nella prima parte dell’ultimo match di una splendida stagione. E tra qualche settimana si riparte con le sedute al ‘Tamberi’ e al ‘Santa Costanza’: con questo spirito indomabile è lecito puntare al tris. Questi atleti sono troppo vecchi per giocare a rugby ma non oggi.

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