Riceviamo e pubblichiamo integralmente una riflessione di Andrea Cainer, allenatore della squadra femminile del Rugby Gerundi, che prende le difese delle sue ragazze dopo il difficile esordio in Serie A contro le campionesse in carica del Riviera del Brenta (che anche noi vi avevamo raccontato in questo articolo)
Relativamente alla nostra sconfitta di domenica 6 ottobre 2013 con Riviera del Brenta, faccio presente che:
È la prima partita in assoluto di rugby union che 16 ragazze hanno giocato in vita loro; probabilmente qualcuno pensa che la competenza si acquisisca molto in fretta; io credo che le acquisizioni necessitino di maggior tempo e sedimentazione, ma bisognerà pur iniziare
Abbiamo giocato tutto il primo tempo, poi l’arbitro ha interrotto il match per i due infortuni occorsici, con Riviera del Brenta, che mi risulta essere la squadra Campione d’Italia nelle ultime due stagioni; su otto mischie regolari, ne abbiamo vinte 6 (anche se poi ci hanno rubato la palla già sul mediano).
Riviera del Brenta ha fatto onestamente la sua partita e nulla abbiamo da recriminare, così come non abbiamo da dire niente contro l’arbitro che ha gestito molto bene l’incontro.
Detto questo, senza ribattere a sterili polemiche, poiché il divario era a me già evidente fin da prima che venisse predisposto il calendario (abbiamo cominciato a lavorare a giugno/luglio 2013), informo che avevo già chiarito con le ragazze che tutto il nostro primo anno di rugby union, sarebbe stato una sorta di gavetta, in cui avremmo dovuto a colmare le lacune più evidenti e ad impostato quello che sarà il nostro rugby futuro.
Forse, ai più, seppure sicuramente colti in materia, sfugge il fatto che non ci siano alternative: o gioco a rugby su metà campo, in 7 per parte, oppure rugby union ……. non ci sono altre soluzioni agonistiche allo stato attuale. Sempre per i “Soloni del rugby” credo di poter dire che il confronto tra noi e loro, sta un po’ come tra una squadra di U.16 che inizia a giocare a rugby (e che prima giocava un altro rugby) e si incontra con i campioni italiani di categoria: 130, 150 punti di differenza ci stanno eccome e forse nell’esperienza di coaching di molti, questo dato ormai rimane sepolto nella dimenticanza. Mi risulta che moltissimi giocatori, e anche qualche tecnico di livello, abbiano già fatto esperienze simili.
Mi rincuorano, invece, le lettere di stima e di sostegno di giocatrici di altre squadre e Club, anche di altre squadre che conosciamo, che già nel recente passato hanno fatto simili deludenti esperienze.
Noi continueremo la nostra presenza in Serie A, ci rapporteremo, spero in modo progressivamente più adeguato con tutte le altre squadre, e cercheremo di ridurre la demoralizzazione che in parte abbiamo già recuperato.
Stiamo lavorando molto (in bene o male lo dirà solo il futuro e magari chi costantemente ci segue nel progresso didattico) e non abbiamo certamente trascurato l’aspetto mentale o fisiologico; certo è che dovremo tamponare, per quanto possibile, un po’ per volta; noi i miracoli, a differenza di altri più illustri, non siamo in grado di farli.
Qualcuno, sorridendo orgoglioso della nostra sconfitta già annunciata, si chiede anche se ci possano essere possibilità di reale miglioramento (per noi). Io rispondo affermativamente, convinto che sia proprio il lavoro a pagare e non le parole (di chi magari di soddisfazioni dal gioco non ne ha mai avute).
Andremo avanti, faremo del nostro meglio, e spero solo che l’organico possa crescere al più presto di qualche unità per poterci esprimere, già a fine stagione, almeno per quello che si sta seminando.
Non sono deluso delle mie ragazze, anzi, per certi versi ne sono orgoglioso; orgoglioso ma preoccupato: orgoglioso perché so che ce la metteranno/metteremo tutta e questo non farà che compattare il team, preoccupato perché non ho i numeri per pensare a dei cambi (anche perché forse, almeno per me, il rugby è sport anche di combattimento) seppure abbia provato anche a contattare colleghi di società più blasonate (per qualche prestito)
Indirettamente, anche i detrattori ci stanno facendo pubblicità; qualcuno ha sollevato delle obbiezioni e dei “ma”, ma io credo che non molleremo, e chissà che prima di aprile qualche sorpresina non si riesca a vedere.
Buon rugby
Andrea Cainer
