Da Ladies Rugby Club:
Abbiamo chiesto qualche tempo fa ai nostri lettori come sviluppare il livello del nostro campionato a XV e le risposte sono state varie ed interessanti. Per capire come funziona nel resto d’Europa in questi giorni abbiamo contattato anche alcune giocatrici che conosciamo in giro per l’Europa, così dopo essersi interessati alla questione francese, ieri abbiamo scambiato due chiacchiere (via chat) con Sara Lenvall e Lene Lykke-Olesen entrambi nazionali svedesi che in questo momento giocano in Nuova Zelanda nello Stoke, squadra a XV vicino locata vicino a Nelson, che ci hanno raccontato un paio di cose interessanti: “Il rugby femminile (a XV soprattutto) ha problemi di numeri anche qui in Nuova Zelanda, come del resto noi sappiamo bene succede in Svezia. Noi abbiamo solo sei squadre che giocano il rugby a XV, ma sotto a questo campionato è stato sviluppato un torneo di rugby a 10 che funziona benissimo. Ci sono tante squadre che non hanno i numeri per fare un campionato a XV ma che riescono benissimo a mettere in campo 10 giocatrici, ogni sabato. In questo modo riusciamo a far giocare tante giocatrici ad un gioco che è molto più simile al rugby a XV che non al Sevens” ci ha detto Sara Lenvall.
Lene Lykke-Olesen ci ha poi spiegato che lei e Sara in questo momento sono in Nuova Zelanda, grazie al sostegno di due aziende svedesi che hanno finanziato completamente il loro viaggio e la loro permanenza a Nelson e che non sono lì solo giocare e migliorarsi ma anche per un’altra cosa: “Vogliamo portare in Svezia giocatrici dalla Nuova Zelanda per giocare con noi. Se vogliamo far crescere il livello del nostro rugby abbiamo bisogno di ragazze esperte che arrivano da campionati di alto livello che possano aiutarci a sviluppare il gioco ed a far crescere il nostro campionato”.
Riflessioni interessanti, visto che che anche noi qualche giorno fa “fantasticavamo” sull’arrivo di grandi giocatrici internazionali nel nostro campionato per alzarne gradualmente il livello, certo il fatto che due grandi aziende svedesi si facciano carico della cosa risolve il problema più grande: quello dei soldi. Al momento in Italia una cosa del genere è nemmeno immaginabile.
Ma la cosa che ci piace di più è l’idea di un campionato di rugby a 10, sul modello svedese, o francese, o ancora scozzese. Il rugby a 10 (che in Italia lo sappiamo non trova in alto molti estimatori) potrebbe essere invece quel passaggio intermedio tra la Coppa Italia a 7 ed il rugby a XV così importante per avvicinare sempre più giocatrici al rugby al gioco completo prendendo gradualmente confidenza con il campo intero, le mischie (nel rugby a 10 si gioca la mischia con 5 giocatici) e l’uso del piede, risolvendo forse anche qualche problema di formazione per le giocatrici che poi arrivano a giocare il campionato di Serie A. Chiaramente questa è solo la nostra idea (ed in quanto tale opinabilissima) ma chissà che in futuro non possa essere una via praticabile.
