Ritrovo a Mirano insieme a pinguini ed orsi bianchi; la metà di noi persuasa che ad Asolo le condizioni meteo fossero tali da concederci una mattinata libera, viene tradita dalla notizia che ad Asolo non solo non aveva nevicato ma addirittura c’era una bella giornata di sole.
Sicchè, dopo aver liberato il pulmino dalla coltre di neve partiamo pattinando sulle strade ghiacciate verso la calda Asolo che effettivamente ci accoglie con una bellissima giornata, in alcuni momenti perfino tiepida, ed una struttura davvero notevole con i suoi tre campi di gioco.
Vista l’ora ci affrettiamo al riscaldamento, fase che i ragazzi seguono (ancora una volta!!) in maniera disordinata e superficiale e quindi iniziamo la prima sfida contro il Roccia Rubano.
L’inizio premia i nostri ragazzi con una prima meta su azione individuale; purtroppo la squadra del Rubano mette subito a posto la difesa e questo tipo di scorrerie non riesce più a sortire nessun effetto. Peccato che i nostri ragazzi abbiano deciso che la giornata del gioco di squadra era domenica scorsa, e che oggi fosse invece la giornata del “cavite che fasso tutto mi”!!
Infatti la partita è ricca di spunti individuali, fughe, placcaggi, che però essendo sempre assenti del sostegno restano sterili prove di forza.
Tant’è che il risultato finale di 4-1 premia la squadra del Rubano molto efficace e ben disposta in campo.
Stesso atteggiamento dei nostri ragazzi e stesso epilogo per tutte le altre gare: 9-0 contro Villorba 1, 6-1 contro Asolo e 8-0 contro il Villorba 2.
Nonostante i risultati chiaramente negativi, che farebbero pensare ad un Mirano completamente assente, l’esperienza ci da forti spunti di riflessione: gli allenamenti iniziano a pagare in termini di tecnica ma serve investire maggiormente sul senso di appartenenza e sull’opinione che ogni ragazzo ha di se stesso e dei propri compagni.
Infatti i nostri attleti si sono spesi molto, sia in termini di difesa (moltissimi placcaggi e palle rubate) sia in attacco con ripartite e penetrazioni ma la totale assenza di collettivo ha reso inutile ogni sforzo.
Ho rilevato purtroppo alcuni atteggiamenti arroganti e di sprezzo nei confronti dell’arbitro, dell’allenamento, degli educatori, e soprattutto dei compagni che corrono il rischio di vanificare la grande opportunità che questo sport ci da di crescere nel rispetto, farsi un sacco di amici e vivere dei fantastici momenti di gioia.
Forza ragazzi, essere vincenti non significa necessariamente vincere.
Eros Polazzon
Su segnalazionedell’Ufficio Stampa – Rugby Mirano
