In Nuova Zelanda anche il rugby…femminile è colpito dalla crisi economica

Da Ladies Rugby Club: La crisi economica come ben sappiamo non ha risparmiato niente e nessuno ed anche il rugby neozelandese fa i conti con la pessima congiuntura…

Da Ladies Rugby Club:

La crisi economica come ben sappiamo non ha risparmiato niente e nessuno ed anche il rugby neozelandese fa i conti con la pessima congiuntura economica, ma non è questo che fa notizia oggi. A far discutere è stata una notizia pubblicata su vari giornali della Nuova Zelanda secondo la quale a Waikato (storica potenza del rugby neozelandese) le ragazze sono costrette a pagare per giocare. Dove sta la novità direte voi? In Italia ad esempio è più o meno normale che accada. Il fatto che sta facendo discutere è che a Waikato (ma pare che funzioni così in tutta l’isola), le ragazze pagano 300$ neozelandesi (crica 190 €) per partecipare ad ogni trasferta mentre i loro colleghi maschi sono completamente spesati.

Questo fine settimana la squadra femminile di Waikato dovrebbe partecipare al prestigioso torneo Sevens di Queenstown che per la prima volta includerà squadre femminili.

La Waikato Rugby Union sostiene che le ragazze sapevano che la loro trasferta non sarebbe stata pagata, è respinge le accuse di sessismo.

L’amministratore delegato Graham Bowen di Waikato ha detto che non si erano previste per quest’anno spese di gestione per una squadra femmile perchè non ce n’era una fino all’anno scorso (in realtà a Waikato mancava la squadra femminile da sei anni).

“Abbiamo parlato con le ragazze, dicendo loro che cercheremo di ottenere fondi anche per pagare le loro trasferte, ma se non ci sono e si decide di voler giocare si deve accettare di dover raccogliere fondi per farlo. Onestamente le ragazze si sono dette disponibili a farlo. C’è stata da parte nostra un’assoluta trasparenza con queste ragazze prima ancora di iniziare quest’anno. ”

Ma a Bowen ha risposto il ministo del lavoro, Sue Moroney, definendo questa politica finanziaria frutto di un “bigottismo arcaico” ed ha accusato la WRU di avere un atteggiamento ottocentesco: “Penso che ci sia una buona dose di mancanza di pianificazione ed una malsana dose di sessismo, perché per la squadra maschile niente di tutto questo si è mai verificato ed con una semplice e più equa distribuzione dei fondi si poteva risolvere questo inconvienente”.

L’Herald ha parlato con molti genitore delle ragazze del team, che hanno definito la questione fondi “un punto dolente”.

Noi crediamo come al solito che la verità stia in mezzo e che la questione dei fondi sia davvero critica, ma è evidente e questo non succede solo in Nuova Zelanda, ma anche in tante società rugbistiche italiane: quando si deve tagliare le prime a cadere sotto la scure del risparmio sono inevitabilmente le ragazze. La domanda è quantomeno legittima: perchè?

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