Il lasciapassare per il prossimo campionato di serie B il Padua Rugby Ragusa lo dovrà chiedere allo Jesi. L’andata, domenica, in terra marchigiana.
A Martin andò male perché “per un punto perse la cappa”, ma al Padua non è che sia andata tanto meglio, visto che ha perso la serie B per due soli punti.
42 a 40 è la somma dei punti segnati nelle due partite di finale che hanno laureato campione lo Svicat Campi Salentina e che costringeranno i ragusani a un’ulteriore finale, quella del barrage nazionale, per coronare il sogno della serie B.
Sì, perché per il Padua le porte della serie cadetta non si sono ancora del tutto chiuse. Per oltrepassarle, però, bisognerà battere lo Jesi, terza classificata del girone Centro Italia della serie C Élite. E i ragusani, lo abbiamo visto nel doppio scontro con i campioti, hanno tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo.
A Campi i ragusani hanno fatto vedere un rugby tutto cuore e grinta che ha messo in crisi il gioco dei padroni di casa, facendoli soffrire per quasi tutti gli ottanta minuti. I numeri parlano chiaro. Se nel primo tempo gli iblei hanno giocato nella metà campo avversaria per 25 minuti su 40, tenendo l’ovale in mano per metà del tempo disponibile, nel secondo hanno fatto ancora meglio, gestendo il pallone per 23 minuti e tenendo nella loro metà campo gli avversaria per ben 28 minuti. Un assedio, insomma. Purtroppo, a fronte di tanto attaccare, è mancata la concretezza. Gli attacchi biancazzurri si sono infatti spesso infranti sul muro eretto dalla difesa tuttaverde. Le volte in cui, invece, i paduini sono riusciti a superare i loro diretti avversari, sono stati banali errori, probabilmente dovuti all’ansia di fare, a impedire la marcatura.
Peccato, perché se ieri c’era una squadra che meritava la vittoria, questa era proprio il Padua. E peccato anche per com’è stata affrontata la partita di andata. È lì, come ha detto a fine partita coach Vinti, che i ragusani si sono giocate le possibilità di promozione diretta. Un altro approccio a quella partita e oggi probabilmente racconteremmo di un Padua promosso in serie B.
È chiaro, però, che anche la conduzione arbitrale della partita di andata ha dato una mano ai salentini. Senza considerare la meta irregolare dei campioti e il passaggio in avanti ragusano che in realtà non c’era, bastava che l’arbitro avesse convalidato l’ultimo calcio di Peppe Iacono, e per i paduini si sarebbero aperti scenari diversi per la partita di ieri. Per fare un solo esempio, a pochi minuti dalla fine dell’incontro, sul 13 a 12, la punizione che Peppe Iacono ha giocato velocemente probabilmente sarebbe stata piazzata. Ieri i tre punti non bastavano, con la vittoria in gara una tre punti avrebbero invece dato la promozione.
Ma lasciamo perdere le recriminazioni. Quello che è fatto, ormai è fatto. Bisogna andare avanti e pensare al futuro. E il futuro, per il Padua, si chiama Rugby Jesi 70, una buona squadra che è arrivata, come detto, terza nel proprio campionato.
I ragusani lao affronteranno in trasferta domenica prossima per poi, speriamo, festeggiare la promozione in casa (si facciano tutti gli scongiuri del caso), domenica 2 giugno.
Ragusa, 20.05.2013
Ufficio stampa Padua Rugby Ragusa
Meno Occhipinti, tessera dell’Ordine n. 125094
