La creazione di una squadra di rugby femminile: Hull RFUC, un modello da studiare

Da Ladies Rugby Club: Tra la montagna di messaggi più o meno interessanti che ci arrivano quotidianamente a volte ci sono cose, che valgono davvero il tempo di…

Da Ladies Rugby Club:

Tra la montagna di messaggi più o meno interessanti che ci arrivano quotidianamente a volte ci sono cose, che valgono davvero il tempo di una lettura. Questo è un documento pubblicato dalla R.F.U. (la Federazione Inglese), che in questo momento è la Federazione leader nello sviluppo del movimento femminile in Europa e nel mondo. Questo documento riassume in breve come, ma soprattutto perchè, si arrivi a fondare una squadra di rugby femminile in società che hanno una radicata storia e tradizione nel panorama ovale britannico. Un semplice schema investimenti/benefici che sarebbe opportuno far leggere ai presidenti ed agli addetti di tante società sparse in giro per l’Italia i quali continuano ad essere ciechi (per disinteresse, o poca voglia di darsi da fare, quando non per cultura di tutto l’ambiente) sull’interesse che il rugby femminile sta suscitando in tutto il territorio negli ultimi anni. Noi ve lo riportiamo così com’è, credeteci, vale davvero la pena di perderci 5 minuti.

 

RUGBY FEMMINILE & CLUB: UN CASO DA STUDIARE

OGGETTO: CREAZIONE DI UNA SQUADRA DI RUGBY FEMMINILE

RUGBY CLUB: HULL RUFC

 

Introduzione ed obiettivi del club

Da un certo numero di anni, il club ha registrato una crescita significativa nel settore maschile sia Junior che Jenior. Questa crescita ha ben radicato il club sul territorio, tanto che da più parti è stata avvertita come “necessaria e desiderabile” dai membri del club e dalla comunità un’ulteriore espansione, attraverso la creazione di una squadra femminile di alto livello, partendo da una base inesistente (nessuna giocatrice nel club). Il tempo programmato per questo progetto è stato stimato in un anno.

 

Metodologia di lavoro

Il club (presidente, allenatori e giocatori Senior) inizialmente ha partecipato ad una serie di incontri alla Hull University per promuovere il club tra le studentesse e concordare una serie di iniziative che invogliassero giocatrici o simpatizzanti del rugby femminile a venire a studiare in città.

Nonostante l’impegno profuso è emerso fin da subito che non vi era un particolare interesse e così il club ha deciso di perseguire la propria idea lavorando direttamente sul territorio cominciando a reclutare le ragazze personalmente (attraverso i giocatori ed i membri del club), per avviare il progetto della squadra femminile.

Ben presto, sfruttando il legame di conoscenza con i membri del club ma anche attraverso la capillarità della presenza sul territorio si sono avvicinate le prime giocatrici. La formazione per le ragazze è stato fornita dai giocatori della prima squadra maschile e dai loro allenatori, i quali hanno lavorato con le ragazze per espressa volontà del club (senza tuttavia sentirsi obbligati e senza percepire compenso aggiuntivo).

L’attività di reclutamento è proseguita per tutto il primo anno. Il club ha indetto una serie di iniziative che hanno permesso alle ragazze/donne della città di conoscere il club, la cultura del rugby ed il divertimento. Tutte queste attività (come ad esempio la cena di Natale o le feste e gli incontri), per le ragazze sono state sempre completamente gratuite.

Pur disponendo di risorse molto limitate, in meno di 6 mesi erano già presenti sul campo un numero di giocatrici sufficiente a formare una squadra, che logicamente ha dovuto accontentarsi di vecchie maglie e di condividere il campo con i ragazzi. Tuttavia, grazie all’interessamento attivo di tutti i membri del club ben presto uno sponsor è stato trovato e sono arrivate per prima cosa la maglie per giocare.

 

Risultati

Inizialmente un gruppo di ristretto di ragazze/donne ha iniziato ad allenarsi, ma questo gruppo ben presto è cresciuto gradualmente attraverso gli sforzi di tutti i membri del club, la fornitura di attrezzature e spazi adeguati e l’approccio di formazione professionale da parte dei giocatori Senior e degli allenatori per creare da zero le abilità tecniche delle giocatrici. Alla fine del primo anno 30 giocatrici si allenano costantemente due volte alla settimana e partecipano al campionato giocando contro squadre affermate del calibro di Fylde, Scunthorpe, Doncaster, Ripley e Derby.

Inoltre, il club ha ora un nuovo pool di volontarie che aiutano con tutte le attività del club e 2 giocatrici essendo medici qualificati forniscono la copertura medica ad ogni partita del XV maschile.

 

Fattori critici di successo

1) Le risorse impegnate: in ogni club ci sono persone che possono e vogliono dedicare tempo ed intraprendere lo sforzo richiesto per mettere in moto la creazione di una squadra femminile (quello che manca, come sul campo, spesso è la comunicazione efficace).

il lavoro richiesto

2) Integrazione – E’ evidente che tutti i club in cui funziona bena la realtà femminile, sono quelli nei quali le giocatrici sono pienamente benvenute, equiparate ai giocatori maschi e dotate di tutto il necessario per assicurare una buona esperienza nel club, sviluppando il senso di appartenenza, ottenendo in cambio oltre alla “Legacy” con il territorio una serie di servizi legati al volontariato o alla professionalità quotidiana che vanno totalmente a beneficio del club.

 

Ecco, questo secondo noi è un piano semplice ma ben strutturato e le parole che ci hanno colpito di più sono senz’altro “Risorse Umane & Integrazione”. Quanto siamo lontani in Italia da un modello di sviluppo come questo?

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