La crisi, il Sevens e la riforma del campionato francese che nessuno vuole

Da Ladies Rugby Club: Ci risiamo, un campionato che costa troppo, la crisi, le società con problemi di bilancio. Dove? In Francia! Eppure il Top 14 è il…

1003136_693856237297656_1616952724_nDa Ladies Rugby Club:

Ci risiamo, un campionato che costa troppo, la crisi, le società con problemi di bilancio. Dove? In Francia! Eppure il Top 14 è il campionato più bello e più ricco del mondo! Problemi di soldi anche lì? Fermi, fermi non stiamo parlando del Top 14 ma del (forse sconosciuto ai più) Top 10 ovvero il campionato di massima divisione femminile. La durata, l’intensità e il costo del Top 10 per le società francesi sta diventando un problema crescente ed allora la FFR cosa fa decide di destinare un po’ dei soldi che da per il Top 14 maschile (cifra considerevole)? No.

La FFR. nell’anno che porta alla Coppa del Mondo femminile del 2014 che si giocherà proprio a Parigi propone una riforma radicale della struttura del campionato che ha subito incontrato una ferma opposizione da parte dei club.

Ma andiamo con ordine. Pur considerato, insieme al campionato inglese, il più competitivo d’Europa, il francese “Top 10” non è stato privo di problemi in questi ultimi anni. Il costo per i club che devono giocare fino a 20 partite in un paese grande come la Francia è significativo e potrebbe portare alla rinuncia di alcuni club al prossimo campionato. Gli allenatori delle nazionali poi hanno anche espresso forti lamentele per la lunghezza del torneo che dura da settembre a giugno e questo secondo i tecnici crea problemi alla varie rappresentative nazionali per il 6 Nazioni e per il Sevens.

La proposta di ristrutturazione votata dal comitato direttivo della FFR, alla fine di giugno ha provocato però una protesta senza precedenti e, per la prima volta,  compattato nell’opposizione tutte le società francesi, che sono anche arrivate a pubblicare una lettera aperta alla FFR per delineare la loro opposizione. Ma cosa prevede la nuova struttura federale che tanto non piace ai clubs?

Si tratta davvero di un cambiamento radicale. In sostanza scomparirà il campionato unico a 10 squadre con le prime quattro che al termine della stagione regolamentare disputano i play-off. Le dieci squadre di prima divisione saranno divise in due pool da cinque, con partite in casa e trasferta e poi quarti di finale, semifinali e finale tutte a partita singola. Sono previste poi (come nel Sevens) partite di ranking per le squadre che perdono i quarti di finale.

In questa maniera, invece di 18 partite (ed eventuali play-off), i club francesi giocheranno da un minimo di otto partite ad un massimo di 13, per le due che arrivano in finale.

Inoltre, chi terminerà all’ultimo posto delle due pool sarà condannato alla retrocessione insieme alla perdente della finale tra le perdenti dei quarti di finali. Tutta questa struttura complessissima non sarà definitiva e lo si capisce dal fatto che la sola promozione a fianco delle tre retrocessioni porterà ad avere dal 2014/15, un Top 8, ma ancora non si sa con che struttura: a girone unico? O ancor peggio divise in due pool, come sembra essere assai probabile?

 

La nuova struttura prevede che:

  • Le due pool giocheranno tutte le partite della stagione tra settembre e dicembre.
  • Non ci sarà il rugby femminile di club per quasi due mesi, dal 22 dicembre – 16 Febbraio; per lasciare spazio a 6 Nazioni e Sevens;
  • I quarti di finale verranno però giocati nel mezzo del Sei Nazioni (16 febbraio e il 2 marzo);
  • Ci saranno poi cinque altre cinque settimane di stop prima delle semifinali in aprile.

I club hanno sollevato diverse obiezioni pratiche a partire dalla questione della retrocessione dopo solo otto partite, che non lascia spazio a margini d’errore e incide profondamente sulla possibilità di sperimentazione, la formazione, o l’introduzione di nuove giocatrici, oltre al fatto che la stagione di due squadre sarà già finita entro la fine del mese di dicembre. L’impossibilità di poter utilizzare le giocatrici della squadra nazionale durante la preparazione per i quarti di finale è un’altra questione che alle società non piace assolutamente.

Le domande che tutti si fanno sono queste: “Come saremo in grado di tenere le giocatrici ad un elevato livello di preparazione con pause così lunghe?” E poi: “che effetto avrà una stagione così disarticolata sulle giocatrci ma anche sul pubblico?” Alcune squadre femminili in Francia hanno un seguito che molte squadre nazionali invidierebbero. Una perdita per tutti giocatrici e tifosi è fortemente temuta e la mancanza di entrate regolari può minacciare la sopravvivenza di alcune squadre.

L’obiezione più grande è stata però sul fatto che tale riforma sia stata introdotta in un incontro senza consultazione preventiva (a differenza di quando il campionato maschile è stato ristrutturato), da un comitato di 40 membri di cui solo 3 sono donne.

Le società hanno tentato di organizzare un incontro con George Duzan, vicepresidente responsabile del rugby dilettantistico in Francia, ma senza successo. I club hanno quindi espresso le loro obiezioni al Ministero dello Sport ed al Ministero dei diritti per le donne, e stanno minacciando altre azioni di protesta.

Al momento, mentre i calendari per tutti gli altri tornei federali, tra cui quello per la seconda divisione femminile (che è rimasta invariata), sono già stati pubblicati, non c’è nessuna data per la prossima stagione del Top 10 femminile. Ci sarebbe dunque ancora un po ‘di spazio per i compromessi, se le due parti lo lo vorranno.

La FFR tuttavia, ha evidenziato che una riforma simile in Irlanda nella scorsa stagione è coincisa con il primo Grande Slam della loro storia e sembra chiaro che i principali beneficiari di questo cambiamente saranno le squadra nazionali, che avranno molta più disponibilità alle principali giocatrici proprio in vista di quella Coppa del Mondo che si giocherà in Francia alla fine della stagione in testa fino alla Coppa del Mondo.

Per quanto riguarda le lunghe pause senza attività la FFR ha “suggerito” che si può sempre far giocare il Sevens, cosa tra l’altro utilissima per i preparativi per Rio 2016, che secondo qualcuno stanno dietro la voglia di scendere fino a una divisione superiore di appena otto club.

Ora c’è da chiedersi una cosa: se tutti i 10 club, e storicamente i club hanno avuto molto più potere in Francia che in molti altri paesi, sono uniti nel protestare contro questa riforma, come potrà la FFR metterli in atto? Con la nuova stagione che inizierà in meno di 10 settimane c’è ben poco tempo per sistemare le cose.

 

Condividi