In merito ad alcuni articoli apparsi sulla stampa locale ed alla polemica innestata dal San Rocco Calcio, il Rugby Monza vuole esporre alcuni fatti.
Sulle lamentele relative all’erba alta fuori dal campo, la convenzione tra Rugby Monza e Comune prevede che la cura della stessa sia a carico del Comune: ma questo il San Rocco lo sa benissimo.
Sull’acqua fredda delle docce, come comunicato agli stessi dirigenti del San Rocco che si sono lamentati sulla stampa è stato comunicato che il Rugby Monza NON dispone delle chiavi della caldaia lato calcio, chiavi che sono a disposizione del solo Comune e dell’AGAM.
Sugli spogliatoi sporchi, ci dispiace di non esserne stati informati: lo stato maggiore del Club era presente domenica, molti di noi hanno incrociato i dirigenti del San Rocco, ma a nessuno sono state fatte rimostranze; anziché lamentarsi coi giornalisti, forse era opportuno lamentarsi direttamente con noi.
Infine, sulle condizioni del terreno: il San Rocco sa benissimo, e in parte lo fa, che deve rivolgere le proprie lamentele all’Amministrazione Comunale che da cinque anni, ovvero dall’inizio di questa Giunta, non ha fatto nulla per risolvere l’annoso problema della convivenza tra calcio e rugby.
Detto ciò, il San Rocco potrebbe magari spiegare ai giornali per quale motivo ha rifiutato ogni proposta del Comune di giocare su campi dedicati esclusivamente al calcio, quale il vicino Campo di Sant’Albino, recentemente ristrutturato a spese dei contribuenti. Ci risulta che la società che gestisce l’impianto abbia chiesto un canone troppo alto: ora non si capisce perché il Rugby Monza debba applicare tariffe più basse di altre Società che hanno convenzioni col Comune; ad ogni modo, il Comune si sarebbe fatto carico della differenza tra i due canoni ma il San Rocco ha rifiutato: perché?
Non crediamo che ci sia un rapporto affettivo tra San Rocco e suoi tifosi: domenica, mentre oltre 1.000 spettatori assistevano ad un Torneo Nazionale di Minirugby, la semifinale del Campionato Femminile e Monza-Varese di Serie C, c’erano 8 (otto) spettatori a vedere il calcio.
Non vorremmo che si ripetessero gli isterismi del calcio nei confronti del rugby che cresce in popolarità: è storia recente la diatriba che ha rischiato, a causa degli 83 spettatori di Monza-Benevento, di far saltare la partita di Coppa Campioni al Brianteo tra Aironi ed Ulster che ha portato 8.000 persone allo Stadio.
Visto che le elezioni si avvicinano e tutti i candidati Sindaco ci hanno onorato di una loro visita, sarebbe ora che il problema del Pioltelli venga risolto per rispetto verso il San Rocco Calcio e verso il Rugby Monza. Una guerra tra poveri serve a poco: una soluzione per circa 500 famiglie monzesi sarebbe invece opportuna.
Da parte nostra possiamo dire che :
– Con 400 tesserati, siamo la seconda Società in Lombardia ed una delle prime in Italia;
– Quest’anno abbiamo dato 4 ragazzi alle Accademie Nazionali maschili;
– Quest’anno 5 ragazze hanno vestito la maglia Azzurra nel 6 Nazioni;
– Abbiamo organizzato tre partite di Coppa Campioni portando 20.000 spettatori al Brianteo;
– La squadra femminile è arrivata seconda in Campionato;
– Le nostre giovanili sono da anni ai vertici nazionali;
– Da cinque anni, c’è un finanziamento della FIR a fondo perduto che – a fronte dell’uso esclusivo del campo per il rugby – potremmo usare per ristrutturare le fatiscenti strutture del Pioltelli senza nessun costo per i contribuenti monzesi;
– Abbiamo ridato vita alla pista di atletica, abbandonata dal Comune, e che ora viene quotidianamente usata da molti runners;
– Lavoriamo gratuitamente nelle scuole di zona da diversi anni per agevole l’integrazione col territorio;
– Da settembre, l’Accademia Grande Brianza, dovrebbe diventare accademia nazionale federale.
– A fronte di quanto sopra, le limitazioni poste sull’uso del campo da calcio costringono le ragazze delle giovanili ad allenarsi a Cernusco e i maschi Under 20 e Seniores ad allenarsi a Usmate/Velate almeno una volta la settimana
Quelli esposti sopra sono i fatti: nel rispetto del diritto del San Rocco di fare sport, riteniamo anche però che il Rugby Monza e le 400 famiglie che rappresentiamo meritino rispetto e risposte dalla politica e non sterili polemiche perché una volta su quaranta qualcuno non ha pulito perfettamente gli spogliatoi. La convivenza basata sul principio di solo utilizzo della struttura pretendendo qualità di servizi a costo quasi nullo è semplicemente anacronistica e non più sostenibile, soprattutto se scaricata completamente sul Rugby Monza, con la latitanza dell’amministrazione pubblica. Noi andiamo avanti comunque, forti dei nostri numeri.
CONSIGLIO DIRETTIVO
ASD RUGBY MONZA 1949

