Di Flavia Mariani
Domani si giocherà a L’Aquila la seconda giornata del campionato femminile, la prima in casa. Sarebbe stata la mia prima volta contro il Colorno, dopo aver giocato per anni ed annni COL Colorno, tutti i miei anni passati al nord, in cui loro sono state la mia casa e la mia famiglia.
Il motivo che mi tiene fuori dal campo è, indubbiamente, il più bello del mondo, perchè aspetto un bambino, ma a volte la razionalità non basta e le emozioni prendono il sopravvento. Per questo ho deciso di mandarvi queste poche riche, per raccontarvi le mie sensazioni.
Ci sono occasioni che non vorresti perdere per niente al mondo e se sei rugbista, la maggior parte delle volte, è una partita.
Chi ti sta intorno non capisce come può tenerti sveglia un’attesa per una cosa che non farai, che non puoi fare, contro ogni tua volontà.
Pensi a quanto sia sciocco dover fare la cosa giusta, quanto sia poco corretto nei tuoi confronti, ma non solo, anche nei confronti delle tue avversarie che per tanto tempo hanno portato con te quella stessa maglietta.
Invece ora devi cercare di far capire alle tue compagne che alcune partite si giocano anche dagli spalti, ma come fai, se non lo capisci neanche tu? Se l’unico modo di giocarla era lì, nel mezzo, in ogni mischia, in ogni tuoche, in ogni ruck, ad ogni sostegno.
E allora stai nel campo, guardi gli allenamenti, dai consigli, sapendo che non servirà a niente, che non ti aiuterà affato. Non ci sono giocate che devi ripassare, non ci sono borse da preparare, sempre con lo stesso ordine, non ci sono pensieri positivi da ricordare per darsi la carica. Ci sono invece pensieri che ti tornano alla mente con prepotenza, allenamenti duri, viaggi lunghi, partite da dimenticare e da ricordare, grandi risate.
Come puoi ripagare le tue compagne, che tanto ti hanno dato, se non giocando con onore? Non lo so. So che mi devo affidare a tutte quelle compagne di oggi che, come avrei voluto fare io, si sono allenate, preparate, stanno ripassando giocate, movimenti, per cui oggi non è un semplice sabato, ma il sabato prima della partita. Ragazze che, anche loro, hanno fatto con te allenamenti duri, viaggi lunghi, partite da dimenticare e da ricordare, grandi risate.
In cuor tuo sai che ti faranno onore, lo sai, ma oggi non riesci ad impedire alla tristezza di accompagnarti anche se, un rugbista lo sa bene, questo è il vero spirito del rugby: dove non puoi arrivare tu, sarà pronta lì una compagna a farlo per te.
