L’Italrugby secondo Neil Barnes

~ di Melita Martorana da Auckland Nel consueto incontro con la stampa neozelandese del lunedì, l’assistente allenatore Neil Barnes ha speso parole di ammirazione per la nazionale italiana.…

L’Italrugby secondo Neil Barnes

~ di Melita Martorana da Auckland

Nel consueto incontro con la stampa neozelandese del lunedì, l’assistente allenatore Neil Barnes ha speso parole di ammirazione per la nazionale italiana.

Dopo l’avventura con il Canada, Neil Barnes fu chiamato dal suo collega e uomo di Taranaki Kieran Crowley come consulente e assistente per preparare la squadra al mondiale in Francia. Barnes ha lavorato con gli Azzurri nel 2022 e nel 2023, ma non è potuto andare alla RWC 2023 perché’ aveva già un contratto nel campionato provinciale neozelandese NPC ed è dovuto tornare a casa.

È, però, oggi il perfetto ‘insider’ per Dave Rennie e gli altri allenatori, dal momento che conosce perfettamente la maggior parte dei giocatori italiani che sono rimasti con Gonzalo Quesada. Abbiamo avuto la possibilità di chiedergli delle domande proprio sui giocatori nostrani.

Non e’ segreto che il mondo del rugby kiwi non e’ conoscitore del rugby europeo a livello club, ma possiamo garantire che tutti sanno del grande miglioramento della nazionale italiana soprattutto nel Sei Nazioni e delle recenti vittorie contro la Scozia, e in particolar modo contro l’Inghilterra: “Sono una squadra da rispettare, non si devono assolutamente prendere sotto gamba” esordisce Barnes parlando degli Azzurri, “tutto il gruppo degli avanti sono estremamente forti, sono stati allenati benissimo da Andrea Moretti (ex allenatore della nazionale Italiana) per tanto tempo. Proprio oggi, ho mostrato ai miei ragazzi alcune immagini delle mischie e delle rimesse laterali dell’Italia e sono rimasti impressionati. Ribadisco che ho tantissimo rispetto da parte mia e sono molto orgoglioso di come hanno giocato in questi ultimi due anni. Non posso non menzionare, però, i tre-quarti, giocatori di grande talento, giocano aperto e con molto istinto.”

Un nome ricorrente sulle labbra neozelandesi è quello di Tommaso Menoncello, Miglior Giocatore del Sei Nazioni nel 2024, da quest’anno in forza con Tolosa. Ma è in combinazione con Nacho Brex che cresce l’attenzione per il potenziale scontro con Jordie Barrett e forse Billy Procton, i centri dei campioni Hurricanes.

“I tre quarti sono, sicuramente tutti, una minaccia,” ci dice Barnes, “il fatto che Menoncello e Brex siano riusciti a diventare tra le più forti combinazioni al mondo, fa capire quanto siano migliorati. Ma non sono solo i centri. Trovi grande esperienza con Paolo Garbisi all’apertura, così come il triangolo allargato. Sono una squadra estremamente bilanciata, che sa giocare molto bene.”

Barnes sottolinea come il gruppo di base che è insieme da circa 5 anni sia la forza della squadra: “Le combinazioni di giocatori che si conoscono da anni, direi la coesione in generale. Ci sono varie cose dell’era Crowley che sono state portate nell’era Quesada, ma è evidente che negli ultimi due anni la squadra si è evoluta. Il gioco al piede, per esempio, è ormai al centro delle loro strategie e sono migliorati tantissimo al breakdown. Posso dire, a questo riguardo, che il loro lavoro al breakdown è il migliore degli ultimi anni.”

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