Di Davide Macor
Il tempo passa e le elezioni federali si avvicinano: ecco quanto emerso da quattro chiacchiere con Marzio Zanato, allenatore di livello assoluto, esperto di rugby a 360° ed ora nella squadra di Gianni Amore nella corsa federale.
– Siamo in una fase importante per il movimento ovale italiano; cosa manca, secondo te, perchè questo si affermi definitivamente a livello internazionale? Ora che abbiamo l’interesse dei media e il minirugby vive “nuova gloria”, in che modo la Nuova Federazione dovrebbe intervenire, per valorizzare e implementare tutto questo?
Per una affermazione a livello internazionale, il rugby di vertice italiano deve partire dalla propria consapevolezza, tracciare in modo chiaro quali sono i punti di forza e i punti di debolezza. Su questi promuovere una azione di miglioramento con l’efficace guida fornita dal processo PDCA : Plan –Do – Check – Act. Ma prima di tutto, parlando di consapevolezza, deve costruire un MODELLO ITALIANO di fare rugby, affidandosi alle eccellenze manageriali a livello politico ed investendo sui tecnici italiani per promuovere una scuola tecnica Italiana.
– Il flop del movimento giovanile nazionale, agli ultimi mondiali, è solo la punta dell’ice – berg dei problemi di questo settore. Secondo te, da ex – allenatore nazionale, cosa manca? Cosa si dovrebbe fare? Dove si dovrebbe intervenire per garantire una degna formazione agli atleti italiani? Le Accademie sono un buon proposito, ma al momento, non stanno aiutando i giovani a formarsi o, quanto meno a preaprarsi al confronto con il rugby internazionale.
Il settore giovanile non lo vedo come punta dell’iceberg quanto la base dell’iceberg che ha di fatto affondato il Titanic!
Mi sembra il frutto di un’incapacità nella programmazione con la netta mancanza di distinguo tra obiettivo di risultato ed obiettivo di performance. Gioco per divertirmi, mi alleno per imparare, mi alleno per specializzarmi, mi alleno per competere!! In questa progressione vanno inseriti i due obiettivi!! A partire dai club in Italia, purtroppo, cerchiamo il risultato nella fase di formazione e specializzazione, quando il focus dovrebbe essere sulla performance nell’ottica del profilo Tecnico – Tattico – Fisico – Mentale del giocatore. Le Accademie devono esistere, se possiamo sostenere un modello simile e non per dire “abbiamo le Accademie”!
– Cosa critichi dell’attuale gestione federale? Argomento lungo e impegnativo, ma qual’è la cosa su cui ti senti di puntare il dito?
La cosa che voglio sottolineare e’ la ASSOLUTA mancanza di DELEGA e SPECIALIZ7AZIONE, che ha caratterizzato la gestione del Sig. Dondi. Una gestione Aziendale politicizzata e strutturata come Burocrazia Meccanica.
– Nazionale – Top 10 – Serie A – Serie Minori: 4 parole per descrivere in che modo interverrete per cambiare le cose, categoria per categoria.
È una ovvietà, ma non può esistere tetto solido, se non ci sono fondamenta importanti. La tutela, gli investimenti oculati (non REGALIE elettorali) sulla base potranno permetterci un solido tetto su cui puntare i riflettori internazionali. Ma serve CONSAPEVOLEZZA da parte di questa base ed il semplice esercizio Socratico dei 5 perche’ con al primo posto : Perche’ promuovo il RUGBY!! Ho i mezzi per promuoverlo e svilupparlo? Lo promuovo e resto in attesa di un aiuto da parte di un Governo politico della FIR assistenziale? Ho chiari gli obiettivi? Dispongo dei mezzi necessari per conseguire le strategie?
– Una domanda di settore, delinquenzaovale.com parla prettamente di serie B e C, sono costretto a farla. Troppo spesso le categorie così dette inferiori sono messe in secondo piano, ma raprresentano il vero movimento ovale italiano. In serie C, soprattutto, si gioca solo per puro divertimento e amore del rugby, non ci sono soldi, ma solo partite epiche, finali irripetibile e tanta passione. COsa vi proponete di fare per rivalutarle e dargli nuova linfa?
Sono legato al rugby Australiano e, ancor oggi dopo 12 viaggi in Australia e frequentazioni a livello sportivo e professionale, mi chiedo come da club storici totalmente amatoriali, vedi ad esempio il Randwick si siano formati campioni quali Campese, i fratelli Ella e moltissimi altri. 5 squadre seniores divise nei 5 grade che si allenano su un campo e mezzo! In modo semplicistico si potrebbe rispondere: hanno il rugby nei piani di offerta formativa della scuola!! La realtà è che l’approccio culturale allo sport e’ diverso, perchè la cultura sportiva è elemento fondante nella formazione. Gli impegni di lavoro ed anche il mio carattere spigoloso, ma sincero nell’approcciare al rugby, mi hanno portato negli ultimi due anni a vivere esperienze in serie C e serie B! Il materiale umano c’è ed e’ li che debbono essere fatti investimenti, non per portare Società all’effimero paradiso dell’eccellenza, ma per promuovere un cambiamento culturale legato ai valori di questo sport. La formazione tecnica non può essere svincolata dalla formazione dell’uomo utilizzando anche e, soprattutto, “le vecchie glorie” che calcano i campi sino alla “fine” della carriera agonistica per amore del rugby e perche’ vogliosi di trasmettere sani principi.
– Rugby Femminile: movimento in crescita, l’Italia Femminile vince e convince. In vista dell’olimpiade di Rio, in che modo si potrebbe lavorare su questo settore, che tanto può dare all’Italia rugbistica?
Il rugby femminile è la bella antitesi del rugby maschile di vertice in termini di risultati. Strano il Marketing!…investe su una Nazionale che non ha risultati!! Ovvio che il Marketing accarezza il nostro rugby per soddisfare altri bisogni impliciti del “cliente”, ma sono propenso a credere che un investimento maggiore sul rugby femminile (dare anche al movimento femminile delle eccellenze manageriali e tecniche!!!) darebbe al Marketing anche il ritorno in termini di risultati!! Una Nazionale alle Olimpiadi, evento di portata Planetaria, e’ oro colato per i “markettari” !!
– La prima cosa che farai, se verrai eletto. Qualsiasi cosa intendo, non prettamente politica/burocratica!
La prima cosa che proporrei è un serio processo di Ricerca e Selezione delle Risorse Umane in FIR. Performance e meriti. Un HR Manager cui delegare la valutazione semestrale delle Risorse Umane coinvolte nei vari ruoli e funzioni. Un sistema di retribuzione in parte fisso e in parte variabile legato al raggiungimento di obiettivi di RISULTATO e PERFORMANCE.
