Così doveva essere e così estato. Ma che fatica. La Union Riviera Rugby conquista una meritata promozione in serie C1 dopo una partita palpitante, dove il cuore e la preparazione fisica hanno supplito alle difficoltà tecniche. E, quel che è ancora meglio, al termine di una bella giornata di sport in quel di Baité, gremito all’inverosimile. E del resto, a tutto rugby fin dal mattino con under 16 grandiosa e spettacolo della under 14. Per vincere il campionato con sicurezza serviva una vittoria con quattro mete. Ospite il Recco cadetti, squadra da prendere con le molle perché proveniente dalla grande scuola del levante ligure. Recco che è serbatoio per la squadra di serie A e che presente sì assenze, ma che al tempo stesso ha qualità tecnica da vendere. E lo si vede subito. Union al termine di una settimana di concentrazione e parole. Di una sosta nello spogliatoio lunga. Di un’attesa spasmodica. Tensione. Che non si scioglie. All’inizio non funzionano due giocate tipiche dei corsari. La maul avanzante viene fermata. Dalla mischia ai cinque metri esce Masson ma non guadagna. Le prime mischie, prime di una serie interminabile, fanno emergere una superiorità fisica della Union, ma una perizia tecnica superiore di Recco. L’arbitro Pastore, peraltro ginnico e sempre sul punto, lascia fare, lascia girare, fa rifare. Stress. E da una delle mischie, quello che non ti aspetti. Recco nel tinello Union e ne esce l’apertura Bertagnon, cambio di passo, meta e trasformazione. 0-7 al minuto 11. Union disorientata. Bertagnon ha visto la serie A. Si nota. Solo al 16’ la reazione della Union, di volontà. Marchio di fabbrica. Insistite ripartenze nei 22 avversari ed è l’astuto Castaldo che sguscia tra le maglie della difesa e schiaccia in meta con l’assistenza del monumentale Correddu. Ancora il popolare “Casta” alla trasformazione fallita. 5-7, ma convinzione ritrovata. Ancora gioco ordinato ed è Pozzati al 20’ che apre le danze. Gioca dentro la difesa e riesce a cedere ad Agostino Semeria. Questi, schierato da estremo, elude in velocità la difesa e deposita in mezzo ai pali per una facile trasformazione di Castaldo. 12-7. Sospiro di sollievo. Il lavoro di mischia inizia a farsi logorante. Tra l’altro c’è penuria di prime linee. In panchina solo Lisco, in campo il tenace De Castro può fare la differenza con Masson. In seconda linea grande sacrificio di capitan Novaro con Ferrua molto atletico in seconda linea, mancando Masetto, altra vittima del campo in allenamento. Vazio fuori da tempo. Bellifiori fisico e volontà, ma ha margini di miglioramento. È però un ball carrier. Al minuto 32 il Recco fa paura. Libera Pozzati, che dosa il piede con sagacia. Solo al 39’ la specialità della casa. Punizione, touche, maul avanzante e meta di Masson. Degna firma per una stagione da incorniciare. Bellifiori arrembante alla ripresa del gioco, ma fermato. Primo tempo con un 17-7 che esprime la voglia di attacco della Union. Manca una meta.
Nel secondo tempo è il solo Correddu che lascia il posto ad Antonello Lisco in prima linea. Il gioco è frammentato dalle molte mischie. I punti di incontro vengono sempre contenuti con abili placcaggi bassi da parte degli ospiti. La benzina sembra finire. Masson, apostolo del rugby, ha catechizzato: dare tutto! E percuote, come Dal Piaz, come Roggero, schierati centri. Solo al 30’ Pozzati riesce ad entrare nei 22, ne nasce una baruffa con una mischia Union, una punizione, un calcio errato di Roggero, unica pecca in un match di grande sostanza. La Union ha grande volontà. Tanta volontà e ancora gambe. Pozzati supera due avversari giocando di frontino. La spinta sembra arenarsi, cambio di direzione, la palla viaggia alla fine al largo sulla destra. Cinque contro uno. È la superiorità numerica di un gioco machiavellico. Piana schiaccia in meta, fra il tripudio generale. Il pubblico schiuma dalla collina, il Pino Valle è un vulcano in eruzione. Unica segnatura del secondo tempo. Questo la dice lunga. 22-7. Entrano Leone, Gandolfo, Battistotti, Sciascia, Ranise e Calzia. Tra gli altri escono piangendo De Castro, le ali Delbecchi e Demasi, che hanno fatto un match di sacrificio e tutti gli altri. Si gioca ancora, poi la palla va fra gli sterpi. È finita. Union campione.
In campo soprattutto le giovanili della Union e di Imperia, omaggio al Recco, che ha giocato bene e che merita un applauso. C’è grande soddisfazione nell’ambiente, con il presidente Alessandro Viaggi dal baffo sempre più elettrico. Festa finale e giusti tributi. Agli assenti di giornata che però hanno giocato in quest’ annata, dal sempiterno Del Bon, a Masetto, Vazio, Manganello, Salaris, Di Franco, .
A Flavio Perrone, che quattro anni fa ha formato quel gruppo di sanremesi cresciuto di anno in anno ed ora realtà stabile di un movimento rugbistico, quello Imperiese, che è secondo solo a Genova per tesserati.
A Sylvain Masson, giunto l’anno scorso in sordina e capace di affermare un verbo rugbistico di alto livello. Alle società che ci credono e che permettono una reale unione di intenti a livello provinciale.
Non possiamo dire se c’è un uomo del match. Diciamo che, dal campo, la cosa più bella erano i boati del pubblico ad ogni azione di attacco della Union. Questo pubblico, questi giocatori, meritano una vera tribuna ed un vero campo di gioco, all’altezza di una dimensione societaria ormai di livello nazionale.
SERIE C/2 INTERREGIONALE (VII E ULTIMA GG. RIT.)
Union Rugby Riviera – Cadetti Recco 22/7
Lions Tortona – Cadetti CUS Genova 16/24
Tigullio Rugby Rapallo – Acqui Terme 29/8
Novi Ligure – Amatori Genova 10/45
CLASSIFICA: Union Riviera punti 62, Cadetti CUS Genova 61, Pro Recco 48, Rapallo 28, Acqui 23, Amatori 16, Tortona e Novi Ligure 9.

