È stata firmata questa sera, presso lo Stadio “Mario Battaglini” di Rovigo, la Carta del Rugby Polesano, un documento che segna un passaggio storico per il movimento rugbistico della provincia e rappresenta un’esperienza unica nel panorama nazionale. Alla presenza dei Presidenti dei club polesani, del Presidente del Comitato Regionale Veneto Vittorio Raccamari, del Consigliere Filippo Boraso, del Delegato Provinciale Federico Lubian e del Coordinatore dei Comitati Regionali e dei rapporti con i Club della Federazione Italiana Rugby Guido Feletti, è stato sottoscritto un accordo che pone le basi per uno sviluppo condiviso, strutturato e sostenibile del rugby sul territorio.
La Carta nasce da un percorso costruito nell’arco di un anno, promosso dal Comitato Regionale Veneto e coordinato dal Consigliere Filippo Boraso e dal Delegato Provinciale Federico Lubian, che ha visto il coinvolgimento diretto dei club della provincia di Rovigo attraverso incontri periodici ospitati a rotazione nelle sedi delle diverse società. Un lavoro di confronto continuo che ha permesso di costruire una visione comune, fondata sulla collaborazione e sulla valorizzazione dell’intero sistema rugbistico polesano. Si tratta della prima iniziativa di questo tipo nel movimento rugbistico italiano: un modello di crescita condivisa che si fonda sull’orgoglio di appartenenza e sul legame con la tradizione di ciascun club, ne riconosce il valore di presidio sociale per la comunità e pone al centro le atlete e gli atleti, rafforzando al contempo la connessione tra i club e il territorio polesano, nelle sue diverse articolazioni e nei suoi portatori d’interesse. Nel merito, la Carta del Rugby Polesano definisce un sistema organico di principi e linee guida che orientano lo sviluppo del movimento a livello provinciale. Tra gli elementi centrali vi è il riconoscimento del rugby come strumento educativo e sociale, capace di generare valore per la comunità, promuovendo inclusione, partecipazione e senso di appartenenza.
Il pilastro fondante del documento è rappresentato dalla collaborazione strutturata tra i club, che viene rafforzata attraverso modelli organizzativi condivisi, strumenti di coordinamento e momenti di confronto periodico. In questo quadro si inserisce il ruolo del Comitato Polesine, organismo di indirizzo e coordinamento chiamato a favorire l’allineamento delle strategie, la diffusione delle buone pratiche e l’attuazione delle linee guida comuni. Nell’ambito del Comitato Polesine è inoltre prevista la costituzione di tavoli tecnici tematici, dedicati ai principali ambiti di sviluppo del movimento – dalla formazione tecnica alla preparazione atletica, dai percorsi giovanili alla transizione verso il settore seniores – con l’obiettivo di approfondire in modo strutturato le diverse aree di intervento, condividere competenze e definire azioni operative coordinate tra i club. Particolare attenzione è dedicata alla centralità dell’atleta, con l’obiettivo di garantire percorsi sportivi coerenti, sostenibili e continui tra le diverse categorie, favorendo al contempo il benessere fisico, la crescita personale e la prevenzione dell’abbandono dell’attività sportiva e lo sviluppo di percorsi di integrazione tra attività sportiva, studio e/o percorsi di inserimento lavorativo. In questa prospettiva, la Carta promuove un approccio integrato che tiene insieme dimensione tecnica, educativa e relazionale. La Carta valorizza, inoltre, il contributo dell’intero sistema rugbistico, promuovendo una sempre più stretta collaborazione con il settore arbitrale, riconosciuto come componente fondamentale per la crescita tecnica, educativa e culturale del movimento, nonché per la diffusione dei valori di rispetto e correttezza che contraddistinguono il rugby. Oltre a ciò, il documento introduce strumenti operativi concreti, come la creazione di una piattaforma condivisa per la gestione delle informazioni e il coordinamento delle attività, e prevede percorsi di accompagnamento per gli atleti nelle fasi più delicate della crescita sportiva, con particolare attenzione al passaggio tra settore giovanile e seniores. Ampio spazio è riservato anche allo sviluppo del movimento in chiave inclusiva e territoriale, con il coinvolgimento di scuole, istituzioni e realtà associative, e con il riconoscimento del rugby femminile e maschile, giovanile e seniores, del rugby a quindici e a sette, del sand, touch e tag rugby nonché del rugby integrato quali componenti egualmente essenziali del movimento rugbistico, all’interno di un sistema aperto, accessibile e orientato alla valorizzazione di ogni percorso di partecipazione e crescita sportiva.
Con la firma di questo documento, i club polesani e il Comitato Regionale Veneto avviano una nuova fase, fondata su responsabilità condivise e su una visione unitaria, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il rugby come elemento identitario e motore di coesione per il territorio.
DICHIARAZIONI
VITTORIO RACCAMARI – PRESIDENTE DEL COMITATO REGIONALE VENETO
“La firma della Carta del Rugby Polesano rappresenta un passaggio di grande valore per tutto il movimento veneto. È il risultato di un percorso condiviso che ha saputo mettere al centro il dialogo tra i club e la costruzione di una visione comune, superando logiche individuali per guardare allo sviluppo complessivo del territorio. Questo documento non è solo un punto di arrivo, ma soprattutto uno strumento concreto per il futuro: definisce principi, responsabilità e obiettivi che ci permetteranno di accompagnare in modo strutturato la crescita del rugby polesano, valorizzando il ruolo educativo dello sport, il lavoro dei club e il contributo di tutte le componenti del movimento.”
FILIPPO BORASO – CONSIGLIERE DEL COMITATO REGIONALE VENETO
“Questo risultato nasce da un lavoro costante sul territorio, fatto di incontri, ascolto e confronto diretto con tutte le società della provincia. Abbiamo costruito insieme un percorso che oggi si traduce in uno strumento operativo, capace di mettere in rete competenze ed esperienze valorizzando e rafforzando il ruolo di ogni singolo Club, come promotore dello sviluppo del Rugby nella nostra Provincia. I tavoli tecnici che verranno attivati saranno fondamentali per trasformare i principi della Carta in azioni concrete, condivise e misurabili, a beneficio dell’intero movimento.”
FEDERICO LUBIAN – DELEGATO PROVINCIALE FIR PER LA PROVINCIA DI ROVIGO
“La Carta del Rugby Polesano nasce dal riconoscimento del lavoro che i club hanno svolto negli anni, custodendo tradizione, impegno educativo e radicamento territoriale. Si sviluppa dalla volontà di valorizzare ulteriormente il patrimonio di competenze, relazioni e dedizione espresso da dirigenti, allenatrici e allenatori, educatrici ed educatori, volontarie e volontari, che con il loro impegno rendono possibile la crescita del movimento. L’obiettivo è mettere sempre più a sistema quanto costruito nel tempo, favorendo sinergie, coordinamento e collaborazione tra i club, il territorio e i portatori d’interesse che già oggi supportano o potranno accompagnare in futuro il rugby polesano. In questo disegno, il punto di riferimento essenziale restano le atlete e gli atleti: non soltanto protagonisti del percorso sportivo, ma persone la cui crescita umana, formativa e relazionale rappresenta la misura più concreta del valore espresso dai club e dall’intero movimento.”
MASSIMILIANO DOLCETTO – PRESIDENTE RUGBY BADIA 1981
“Il protocollo d’intesa che oggi firmiamo segna un grande risultato per il rugby polesano. Unire le forze ci consente di ottimizzare risorse e competenze per metterle al servizio dei nostri atleti e del nostro territorio, mantenendo, comunque, peculiarità e storia di ogni club.”
MIRCO LUCCHETTA – PRESIDENTE RUGBY FRASSINELLE
“Oggi segna una giornata importante per il Rugby Polesano, forse storica. Grazie al lavoro dei referenti sul territorio del Comitato Veneto, si è iniziato un lavoro che finalmente abbatte quel campanilismo che troppo spesso è stato un freno per lo sviluppo del rugby nella nostra provincia. Finalmente si pone come obbiettivo principale l'”atleta” e il “rugby” cercando, attraverso le sinergie e il lavoro di tutte le società presenti sul territorio, di massimizzare la sua valorizzazione che potrà essere sia sul campo ma anche fuori dal campo, perché il rugby è uno sport che ha bisogno di tutti, senza perdere nessuno nel suo percorso sportivo di crescita a 360°.”
DAMIANO LIBRALON – PRESIDENTE MONTI RUGBY ROVIGO JUNIOR
“Il progetto è ambizioso e costituisce un punto di partenza significativo per il futuro del rugby nel nostro territorio. Si avvia un sistema nuovo che, con convinzione, potrà produrre risultati rilevanti e duraturi.”
FRANCO ZANELLA – PRESIDENTE RUGBY ROSOLINA
“Siamo fermamente convinti da sempre che questa è la strada giusta per far crescere il nostro movimento. Sostegno è il concetto base del rugby: in campo per gli atleti e fuori dal campo per noi società. La vera sfida sarà l’applicazione dei concetti espressi nella carta. Lo spirito che ho percepito in questi mesi di lavoro comune mi fa ben sperare. Buon lavoro a tutti noi.”
ADRIANO ZAMANA – PRESIDENTE RUGBY VILLADOSE ’76 E MORENO PAVANELLO – PRESIDENTE RUGBY VILLADOSE JUNIOR
“A Villadose siamo convinti che, l’iniziativa che si sta portando a compimento rappresenti una importante e, vorrei dire, innovativa fase per lo sviluppo del Rugby nella Provincia di Rovigo. L’importanza deriva dalla volontà, che traspare con evidenza nel progetto, di unire le forze tra le Società della Provincia per promuovere lo sviluppo ed il radicamento sempre più forte del Rugby Polesano. L’intento è quello di “produrre” il maggior numero di Rugbysti a tutti i livelli in modo che tutte le Società aderenti al progetto, e non, possano trarne benefici di crescita.”
