Il movimento rugbistico italiano non funziona. Io stesso mi sono illuso che qualcosa potesse essere cambiato (in meglio), ma la realtà dei fatti parla chiaro: tante sono le squadre che rinunciano al salto di categoria e spariscono per mancanza di soldi e per una cattiva gestione societaria, le piccole realtà boccheggiano e fanno mille sforzi per arrivare a concludere la stagione senza andare in perdita. Anche il rugby che conta ha i suoi problemi, mancanza di fondi, disinteresse mediatico, mentre le squadre di eccellenza ridimensionano e tagliano i giocatori, facendo investimenti assolutamente a caso e, soprattutto, dimenticandosi dei forti giocatori italiani, puntando spesso su sconosciuti stranieri strapagati. In tutto questo, poi, la pubblica amministrazione guarda altrove. Per non parlare delle strutture: in molti casi si gioca su delle vere e proprie pietraie, mentre possibili stadi vengono abbandonati, lasciati in balia di intemperie e degrado, senza alcun perchè. E noi, poi, pretendiamo che la nazionale vinca? Guardando cosa c’è sotto la prima squadra azzurra, non rimane che mettersi le mani nei capelli, l’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e iniziare a cambiare, guardando al futuro con maggior propositività, rinsaldando il settore giovanile e intervenendo sull’intero movimento, dal minirugby, alla serie C, all’eccellenza, fino alla Pro 12. In questo contesto le elezioni federali possono diventare il momento del definitivo rilancio del rugby italiano. Ripartire con nuove personalità, nuove idee e un nuovo spirito di collaborazione potrebbe rappresentare la svolta che l’Italia ovale aspetta da tanto tempo. Io, personalmente, mi sono stufato di vedere squadre come il Palermo o il Benevento, scomparire dal panorama ovale. Sono stanco di dover guardare giovani talenti ovali gettati nel “rugby che conta” senza preparazione, e poi messi alla gogna da tutti gli esperti del settore (che in teoria dovrebbero prepararli al grande salto e aiutarli sempre e comunque). Mi annoia guardare le squadre di Eccellenza prendere sberle da tutte le compagini di Amlin Challenge Cup e osservare come tutti sono pronti a giustificare, ma nessuno è disposto a intervenire concretamente. Per non parlare poi del minirugby, a parte le grandi città e qualche oasi felice, fatta di appassionati e volontari, il resto del panorama giovanile è lasciato a se stesso. In fin dei conti, però, non è proprio dal movimento di base che si dovrebbero scoprire, educare e formare i futuri giocatori della Nazionale Italiana di rugby, o mi sbaglio? Queste sono solo alcune delle pecche di Ovalia, ci sono anche tante cose positive, non lo metto in dubbio, ma in questo momento sono sommerse dalle problematiche per troppo tempo ignorate e volutamente “dribblate” dalle alte cariche ovali. Diamo tempo al tempo, qualcosa dovrà pur succedere, speriamo che si decida per il bene del movimento ovale, nella sua interezza, speriamo…
Ovalia allo sbando. Qualcuno interverrà per cambiare le cose…?
Il movimento rugbistico italiano non funziona. Io stesso mi sono illuso che qualcosa potesse essere cambiato (in meglio), ma la realtà dei fatti parla chiaro: tante sono le…
