Roma Urbe si impone sullo Spartaco, 20 – 5 il risultato finale

Una gara in leggero calo per i ragazzi di Spartaco, dopo le tre prestazioni in crescendo delle partite precedenti. Si è giocato a Corviale sul terreno del Villa…

Una gara in leggero calo per i ragazzi di Spartaco, dopo le tre prestazioni in crescendo delle partite precedenti.

Si è giocato a Corviale sul terreno del Villa Pamphili. Forse la mancanza di attitudine al sintetico da parte dello Spartaco, o la scarsa dimestichezza con un campo dalla larghezza regolamentare, purtroppo insolito per la serie C, ha fatto sì che per il primo quarto d’ora ci fosse una sola squadra in campo. Di contro bisogna riconoscere come l’Urbe ha adeguatamente preparato la gara, evidenziando soluzioni tattiche ben studiate. Tutto ciò ha subito portato l’inerzia della partita dalla parte della squadra di casa, che ha finito per giocare in attacco buona parte dell’incontro.

All’avvio si registra un’azione di mischia da parte dell’Urbe, il cui carrettino trascina indietro gli avversari per circa venti metri. L’azione dei padroni di casa non ha esito e vengono comunque fermati all’ingresso dei 22 avversari. Più tardi saranno i ragazzi di Spartaco a produrre un buon avanzamento. La partita tra gli avanti finisce sostanzialmente in parità.

Verificato che intorno al raggruppamento non si passa, l’Urbe comincia con il gioco al largo che sarà il tema tattico di tutto l’incontro. Da un’azione del genere, con qualche placcaggio non perfetto da parte di Spartaco, arriva la prima meta. La trasformazione, seppure sufficientemente centrale viene fallita. Pochi minuti dopo un altro calcio abbastanza centrale, poco fuori dai 22, viene sbagliato dal calciatore dell’Urbe. Si rimane sul 5-0

Intanto lo Spartaco si sveglia e si va a giocare anche nei 22 avversari. Da un’azione tipica dello Spartaco, fatta di qualche fase di buon avanzamento seguita da una rapida uscita del pallone, si ha la meta di Vincenzo Bilotta. La decima per questo giocatore in queste prime quattro gare di campionato. La trasformazione del fratello Pierluigi lambisce l’esterno del palo. A metà del primo tempo si rimane sul 5 pari.

Di nuovo in avanti L’urbe: l’inserimento dell’ala di chiusa, a ricevere il pallone del mediano sul lato aperto del campo, crea scompiglio nella difesa avversaria. Una prima “finta” linea d’attacco viene seguita da una seconda linea d’attacco col pallone. Nasce da questo tipo di azione la seconda meta dell’Urbe, i cui trequarti manovrano bene. Questa volta la trasformazione centra i pali e si va sul 12-5

Lo Spartaco non è affatto vinto e produce in questa parte dell’incontro i suoi sforzi maggiori. Si porta in avanti facendo gioco. Vincenzo porta la palla a pochi centimetri dalla linea di meta avversaria. L’ala Mastrorilli la raccoglie e la deposita oltre la linea. E’ meta, ma non per l’arbitro, che giudica in avanti il gesto dell’ala dello Spartaco. Pochi minuti dopo di nuovo Vincenzo si sta involando verso il centro dei pali seminando gli avversari. Ancora una volta è solo l’arbitro a vedere un “in avanti” che interrompe l’azione di Spartaco.

Finisce qui il primo tempo.

Il mancato coronamento degli sforzi crea una sensazione di scoramento tra i ragazzi di Spartaco. Di contro l’Urbe inizia la seconda frazione determinata a chiudere la partita schiacciando gli avversari sulla loro linea di meta. Da un’infinita azione d’attacco, in cui abbiamo perso il conto delle numerose fasi, arriva la terza meta, non trasformata, che pota il punteggio sul 17-5

E’ di nuovo l’Urbe a produrre qualche azione pericolosa. Una punizione centralissima, ben dentro i 22, fissa il punteggio sul 20-5 che non cambierà più. Gli ultimi venti minuti sono poi di sostanziale equilibrio. Gli allenatori hanno modo di far scendere in campo tutti i componenti delle panchine. I ragazzi dello Spartaco tentano ancora qualche sortita. Dal canto loro quelli dell’Urbe, pur cercando di realizzare la meta del bonus, tengono anche a controllare.

Da rilevare come la gara sia stata disputata su un ritmo notevole per la serie C, con due squadre che hanno pensato esclusivamente a giocare fino ai minuti finali.

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