Siamo ancora nel pieno delle attività juniores ma un po’ di tempo da dedicare ad una valutazione della stagione lo troviamo comunque.
La serie C tra alti e bassi ci ha dato delle soddisfazioni, non tanto per il posizionamento in classifica, che poteva e doveva essere assolutamente migliore, ma per il fatto che gli innesti della green line hanno dato gli effetti sperati, crescita dei ragazzi della under 18 e miglioramento tecnico tattico della prima squadra, conferma della validità di tanti giocatori che con l’esperienza e la passione riescono a nascondere gli anni che passano. La conquista della serie C1 ci fa ben sperare per l’anno prossimo quando lo zoccolo duro della under 18 si trasferirà in prima squadra e insieme ai nostri ” Senatori” darà vita ad un campionato che ci auguriamo di alto livello.
La under 18 si prepara ad affrontare un esperienza che , comunque vada, segnerà i ragazzi sia per l’esperienza di giocare un barrage che per la soddisfazione di aver messo il cappello sul campionato regionale, dopo averlo fatto sia , 4 anni fa, sul campionato under 14 che , due anni fa, su quello under 16.
Incontrare altre squadre di livello è sempre un momento di crescita mentale e sportiva .
La under 16 avrebbe potuto fare molto di più, e di questo ce ne rammarichiamo, ma fattori contingenti hanno fatto perdere di vista gli obiettivi che erano alla portata dei ragazzi che, ad un certo punto, non ci hanno creduto più e hanno smesso di lottare.
Il rugby è anche uno stato mentale.
La under 14 ci ha dato tante soddisfazioni sia come squadra che come gruppo: coeso disciplinato, desideroso di emergere e già in grado di esprimere un gioco fluido e di livello.
La nostra passione però sono stati i ragazzi della 12 e quelli ancora più piccoli della 8 e della 10 ( ed anche i piccolissimo della under 6) che ci hanno fatto capire, con il loro entusiasmo sul campo e con quello dei genitori a bordo campo, come la strada intrapresa con la cura dei settori di base sia il necessario punto di partenza per una società che vuole crescere con le fondamenta ben solide per puntare in alto.
Naturalmente un pensiero va anche ai ragazzi che hanno affrontato la stagione in Accademia dove si sono fatti onore sia in campo che fuori eccellendo per educazione, disciplina e qualità tecniche, bagaglio fornito dalle famiglie e dai loro allenatori .
Ci siamo impegnati anche nella creazione, formazione e sviluppo di allenatori in grado di consentirci il salto di qualità. Non faccio i nomi ma tutti sapete a chi ci riferiamo: a tutti quegli educatori che stanno in campo con i ragazzi ogni giorno con dedizione e competenza e che per primi hanno abbracciato il nostro progetto.
Un pensiero è doveroso verso tutti i genitori che ci hanno accordato la loro fiducia nell’affidarci i propri figli che hanno fatto crescere così la nostra grande famiglia.
Questo è il rugby che ci piace.
