Il tallonatore rossoblù, nominato Player of the Match nella partita con Parabiago, racconta la prossima sfida dal suo punto di vista, con le emozioni di un ritorno sul campo dove ha mosso i primi passi nel rugby.
Rovigo – Dalla soddisfazione per il riconoscimento di Player of the Match conquistato a Parabiago all’emozione di tornare nella città in cui è cresciuto rugbisticamente: per Filippo Cadorini, tallonatore della FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta, la prossima sfida di campionato contro il Vicenza avrà un significato particolare. Non soltanto per l’importanza della partita, ma anche per i ricordi e i legami che lo uniscono alla società biancorossa, dove ha trascorso gli anni delle giovanili.
Dopo un match a Parabiago nel quale il lavoro degli avanti ha avuto un ruolo strategico, Cadorini guarda alla trasferta di domenica con la consapevolezza che sarà ancora una volta la battaglia nel reparto di mischia a poter indirizzare l’incontro.
“Per domenica sarà fondamentale attenerci al piano di gioco che stiamo preparando – spiega il tallonatore rossoblù – Vicenza è una squadra che sta crescendo molto, alla quale piace spostare il pallone e vincere le sfide nell’uno contro uno. Ha inoltre un pacchetto di mischia di assoluta rilevanza: i primi otto uomini sono veramente di buon livello e sarà sicuramente una battaglia che bisognerà vincere lì davanti”.
Il Rovigo dovrà quindi trovare il giusto equilibrio tra disciplina tattica e intensità fisica, senza sottovalutare un avversario che potrà contare anche sul fattore campo, sottolinea Cadorini: “Sarà sicuramente una partita dura, anche perché giocano in casa e sono reduci da una vittoria in campionato che ha dato molta fiducia e positività ai ragazzi”.
Sulla strada tra Vicenza a Rovigo, c’è anche un bagaglio di ricordi vissuti da ragazzino. Per Filippo Cadorini, tornare a Vicenza significa ritrovare il luogo in cui è nata e cresciuta la sua passione per il rugby, insieme alle emozioni delle prime partite, delle amicizie e delle sfide affrontate.
Il suo racconto: “Essendo cresciuto nelle giovanili, è sempre un dolce ricordo quando torno nella società in cui sono cresciuto”. Tra i suoi ricordi più nitidi ce n’è uno che, curiosamente, riguarda proprio il Rovigo: “Mi è rimasto ben impresso un torneo che abbiamo giocato a Rovigo quando ero in Under 10 o Under 12. Io e i miei compagni sapevamo che era lo squadrone da battere, c’erano tanti ragazzi talentuosi e forti e intorno al Rovigo c’era questa nuvola di di grande squadra. Mi ricordo che c’era molta tensione ed eravamo tutti molto agitati perché sapevamo di dover dare tutto per superarli”.
Oggi Cadorini si ritrova dall’altra parte, ma non vede l’ora di ritrovare persone che hanno accompagnato la sua crescita, dentro e fuori dal campo: “Sicuramente rivedrò un po’ di persone, ragazzi con cui ho condiviso le giovanili, dirigenti e allenatori che ho conosciuto negli anni della mia formazione. Mi farebbe proprio piacere vedere i miei ex compagni delle giovanili, con cui abbiamo vinto dei tornei, qualche ‘Trofeo Topolino’ e con i quali disputato campionati veramente interessanti per un Vicenza che in quei primi anni non era abituato al livello dell’élite”.
