Francisco Achi Pastrana è un arbitro argentino che è stato inviato in Australia dalla UAR per l’Alto Livello arbitrale. E’ stato designato come assistente per la partita del 24 prossimo tra Waratahs e Rebels; ha scritto queste righe per il blog www.periodismo-rugby.com.ar
“I miei primi 20 giorni in Australia mi sono serviti per trovar conferma ad alcuni pensieri. Primo, il rugby non è più solo uno sport ma è diventato un business e, secondo, la struttura dei club amatoriali che abbiamo in Argentina è unica al mondo.Riguardo al rugby professionistico, mi colpisce la pressione dei media, allenatori, giocatori ed anche degli sponsor.
Però non voglio parlare dell’aspetto commerciale, ma concentrarmi sull’arbitraggio. La sua struttura, sia nell’Irb che nel Super Rugby, è molto cambiata negli ultimi anni. Non è un caso che lo stesso arbitro abbia diretto nei quarti, nelle semifinali e la finale della Coppa del Mondo 2011.Le esigenze sono sempre maggiori e sono pochi quelli che hanno la preparazione fisica e mentale per sopportarle. Per questo, molto semplicemente, si scelgono i migliori arbitri per le migliori partite. Non è quindi un caso che l’Elite Panel degli arbitri sia composto soltanto da 9 arbitri di 6 paesi, mentre in passato era composto da 16. Oggi si scelgono i migliori, senza necessità che siano rappresentate tutte le nazionalità: le squadre, gli allenatori ed i manager richiedono i migliori arbitri. I requisiti per entrare in un Panel Irb sono sempre più alti.Requisito vincolante è arbitrare nel Super Rugby per l’emisfero Sud o nelle Coppe Europee per quello Nord. I requisiti sono gli stessi per la selezione degli arbitri dei mondiali Juniores: sono tutti arbitri con altissimo potenziale ed il miglior futuro. Le richieste fisiche e mentali sono molto alte.
Secondo gli ultimi rapporti, un arbitro del Super Rugby percorre tra i 9 ed i 12 chilometri, come e più dei giocatori. Ed oltre a quanto l’arbitro corre, la cosa più importante è che la qualità delle sue decisioni sia ugualmente alta al primo ed all’ottantesimo minuto, quando tutti gli altri sono stanchi.Secondo il rapporto degli analisti, si calcola che un arbitro prenda circa 10.000 decisioni a partita: è ovvio che alcune siano più importanti di altre. Nel Super Rugby sono gli arbitri stessi ad essere incaricati della propria valutazione, con il supporto della tecnologia (video ed audio). Al termine dell’autovalutazione, ci si confronta con l’Assessor. E’ fondamentale avere onestà e capacità di ammettere i propri errori e meriti. Si ricercano soprattutto consistenza e precisione nelle decisioni, particolarmente nell’area del placcaggio, nella quale si definisce l’85% della partita.
C’è stato un grande cambiamento, mentale e culturale. Oggi gli Arbitri di Elite sono molto autocritici ed obiettivi riguardo alla propria performance. Lavorano come una vera squadra e si confrontano con le critiche pubbliche, non soltanto della stampa e delle squadre, ma anche del Referee Manager e dei propri colleghi. Si cerca di migliorare dagli errori propri ed altrui, senza distruggere. Le critiche sono costruttive, accettando gli errori nel cammino di ricerca della perfezione. Si lascia da parte la superbia e si prende un ruolo importante per la crescita del gioco. L’obbiettivo per gli arbitri, intesi come squadra, è arrivare un gioco che sia facile da capire, dall’abilità dei giocatori fino alle decisioni degli arbitri.Sono convinto che sia questo il cammino da seguire con umiltà, sacrificio ed autocritica. Dobbiamo prenderci il nostro ruolo, senza voler essere protagonisti e lasciando da parte la superbia e le scuse. In questo sport, la parte più importante sono i giocatori. Quella di essere arbitro è una decisione personale che comporta l’obbligo di essere preparato nel miglior modo possibile per contribuire al gioco e cercare di sbagliare il meno possibile. La qualità delle nostre decisioni deve tendere alla perfezione.Dobbiamo accettare le critiche quando sono costruttive e non dettate dalla rabbia o, ancora peggio, se espresse in codardo anonimato, come spesso capita di leggere. Migliorare il gioco è responsabilità di tutti, giocatori, allenatori, sponsor, spettatori, dirigenti ed anche arbitri. E, ancor più importante, godere il gioco.Infine, una piccola riflessione.Tuteliamo i club e i loro valori. La struttura dei nostri club è incomparabile, unica al mondo. Non ci scordiamo da dove veniamo, non perdiamo mai il terzo tempo e siamo aperti a discutere per il bene del gioco. Accettiamo le critiche e continuiamo ad allenarci con sacrificio ed umiltà per poter dare sempre il meglio al nostro gioco.L’Argentina ha tutto per essere una potenza a livello mondiale: giocatori, tecnici, dirigenti ed arbitri. Tuteliamo la base e continuiamo scommettendo su questo nuovo percorso professionistico. E’ la strada giusta, anche se ha dei costi. Continuiamo ad avanzare, questo è l’importante. La UAR ha compiuto uno sforzo molto grande per permettermi di essere qui, qualcosa che non tutti sanno, economico ma anche politico. Oggi si sta lavorando molto nell’Alto Livello con una struttura professionale, anche nell’arbitraggio. Se migliorano gli arbitri, migliora il gioco”.

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