Di Davide Macor
Eccoci nuovamente a parlare di Italia – Australia. Riguardo a questa questione si è detto tanto e scritto ancora di più, ad ogni modo, nelle settimane passate ho preferito aspettare e tentare di capire il perché di questa decisione, prima di esprimermi in merito. Ho letto i giornali, ho intervistato il presidente del Bologna Rugby 1928, Francesco Paolini, ma la cosa che più mi ha interessato è stata la netta presa di posizione dello scrittore Stefano Benni. L’intervista rilasciata a Repubblica mi ha colpito a tal punto, che ho provato a contattarlo per capire come un amante del calcio, scopre e vive il rugby in Italia. Ecco cosa ne è uscito:
– Come mai proprio il Rugby? Lei è un appassionato di calcio da una vita, in che modo il rugby l’ha colpita?
Avevo degli amici che giocavano, mi è sempre piaciuto. Poi mio figlio è andato a studiare un anno in Australia, io ci sono stato quattro mesi e mi sono visto almeno venti partite, quindi l’amore è sbocciato, e tifo All Blacks!
– Il calcio, oramai, più che uno sport è un vero e proprio business e tutte le altre discipline tentano di “copiarlo”o, quanto meno prenderne degli spunti. In che modo, però, il “mondo ovale” può aiutare il soccer a ritrovare quei valori di purezza, rispetto e divertimento che sembrano essersi persi lungo la strada?
Non lo so. Bisognerebbe far capire alla gente che il pubblico del rugby è più allegro e si diverte di più, e non ha bisogno di fare a botte ogni volta. Ma è dura….
– Della “quaestio” Italia – Australia a Bologna, si è detto e scritto tanto, ma lei cosa ne pensa? Si sarebbe potuto fare di più, oppure il calcio è davvero così potente da decidere e coordinare tutto e tutti?
Io ho rilasciato un’ intervista a Repubblica dove ero furibondo col Bologna e con la sua cecità. E’ duro parlar male della squadra per cui tifi, ma stavolta si sono proprio comportati da sciocchi, come se il calcio fosse l’unico sport al mondo
– Ma torniamo al rugby, da noi è ben noto che una partita si articola su tre tempi, mai provato un Terzo Tempo in Club House?
Sì,bellissimo. Ho avuto solo problemi con una signora samoana di cento chili che mi abbracciava a ogni birra, mi ha quasi stritolato
– Come vede l’Italia, dal punto di vista sportivo? E’ un bello spaccato della società attuale, diciamo che, come nella vita reale, c’è una disciplina che la fa da padrona e guadagna, mentre molte altre “vivacchiano” a stento, ma non si lamentano mai. Come pensa si possa cambiare questa situazione?
Il calcio ingoia tutto. Ma ci sono sport come la scherma, il nuoto, la pallavolo, o la pallanuoto eccetera, dove abbiamo fior di campioni, spesso non considerati come dovrebbero, magari solo quando vincono all’Olimpiade. Il rugby sta crescendo (giustamente) nell’interesse dei media ma non tanto nei risultati, meno foto e più fiato, ragazzi della nazionale.
– A quando un libro sul rugby? È un mondo pieno di racconti epici, sfide senza tempo e “macchiette” da Bar…sport.
No nessun libro sul rugby, non sono un esperto. Ma leggete il libro che uscirà a ottobre e avrete una bella sorpresa!
