Nove mete degli Springboks all’Allianz Stadium. Un primo tempo da incubo per la squadra di Quesada, capace di trovare una reazione soltanto nella ripresa con Federico Ruzza.
Non c’è stata partita. O, almeno, non c’è stata per quaranta minuti. L’Italia esce con le ossa rotte dall’Allianz Stadium di Torino, travolta dal Sudafrica nella quarta giornata del Nations Championship. Gli Springboks si impongono 66-7, mettendo a segno nove mete e confermando una volta di più perché sono i campioni del mondo e una delle formazioni più impressionanti del panorama internazionale.
La partita prende immediatamente una direzione precisa. Il Sudafrica aggredisce gli azzurri con una fisicità impressionante, domina nei punti d’incontro, nel gioco aereo e soprattutto con il proprio pacchetto di mischia. L’Italia fatica tremendamente a conquistare palloni giocabili e quando riesce a entrare in possesso dell’ovale viene immediatamente soffocata dalla pressione avversaria.
Il primo tempo è un’autentica mattanza sportiva: sei mete sudafricane, un piazzato e un eloquente 45-0 all’intervallo. Mngomezulu dirige l’orchestra, Malcolm Marx firma una doppietta e la maul degli Springboks diventa un’arma praticamente impossibile da arginare. A complicare ulteriormente la giornata arriva anche il cartellino giallo a Muhamed Hasa.
Nella ripresa il Sudafrica continua a macinare gioco, aggiungendo altre tre marcature con Wilco Louw, Paul de Villiers ed Ethan Hooker. L’Italia trova almeno il modo di evitare uno zero che sarebbe stato ancora più pesante: al 62′ è Federico Ruzza a schiacciare in meta, finalizzando una bella iniziativa aperta da Stephen Varney. Tommaso Allan completa l’opera dalla piazzola.
È troppo poco per cambiare il giudizio su una prestazione complessivamente insufficiente, nella quale gli Azzurri hanno pagato anche le numerose assenze e un divario fisico e tecnico apparso enorme. Qualche segnale positivo è arrivato dagli innesti dalla panchina, ma a partita ormai ampiamente compromessa.
Il 66-7 finale è una lezione durissima, che impone riflessioni senza cercare alibi. Il calendario, però, non concede pause: sabato 14 novembre l’Italia tornerà in campo a Genova contro l’Argentina. Servirà una risposta, soprattutto sul piano dell’atteggiamento e della capacità di competere per tutti gli ottanta minuti.
Il Sudafrica, oggi, ha mostrato quanto sia ancora lunga la strada che separa gli Azzurri dall’élite mondiale.
@davidemacor
