Andrea Piardi nella storia dell’URC: nessun arbitro aveva mai diretto quattro finali consecutive

Un record che nello United Rugby Championship non era mai stato raggiunto da nessuno: la commissione arbitrale della competizione ha confermato che sarà Andrea Piardi a dirigere la…

Andrea Piardi nella storia dell’URC: nessun arbitro aveva mai diretto quattro finali consecutive

Un record che nello United Rugby Championship non era mai stato raggiunto da nessuno: la commissione arbitrale della competizione ha confermato che sarà Andrea Piardi a dirigere la Finale per il quarto anno consecutivo. Il fischietto bresciano sarà in campo il 19 giugno al Croke Park di Dublino per l’atto conclusivo tra il Leinster, campione in carica e padrone di casa, e i sudafricani Bulls.

Una rivincita che pesa su entrambe le sponde

Non è una sfida qualunque per nessuna delle due squadre. Per il Leinster si tratta dell’occasione per conquistare il decimo titolo della propria storia — quello che in Irlanda chiamano già “il titolo della stella” — e di farlo per la seconda volta consecutiva proprio davanti al proprio pubblico. Per i Bulls, al contrario, è l’ennesimo tentativo di sbloccarsi: la franchigia di Pretoria ha perso tre finali nelle ultime quattro stagioni, e quella di Dublino è la rivincita esatta della finale del 2025, vinta allora dagli irlandesi sempre a Croke Park. In campo, complessivamente, scenderanno 36 internazionali tra le due rose, con 14 big tra Irlanda e British & Irish Lions e cinque vincitori di Coppa del Mondo: pochi precedenti nella storia recente del torneo offrono un cast così denso di nomi.

Dal campo di Fiumicello alla finale di Dublino

La storia di Piardi aggiunge un altro livello a questa designazione. Nato a Brescia nel 1992, ha iniziato a giocare a rugby nel Fiumicello e poi nel Brescia, prima che un infortunio interrompesse la sua carriera agonistica. Fu un compagno di squadra, anche lui iscritto ai corsi federali di arbitraggio, a convincerlo a intraprendere la strada del fischietto a 17 anni. Da lì la scalata è stata rapida: prima gara di massima divisione italiana nel 2016-17 (Rovigo-Reggio Emilia), esordio internazionale nel 2017, primo test match nel 2019 a Colonia tra Germania e Spagna, debutto in Pro14 nello stesso anno a Cork. Nel 2024 è diventato il primo arbitro della Commissione Nazionale Arbitri a dirigere un incontro del Sei Nazioni; nel 2025 è stato scelto per il tour dei British and Irish Lions, arrivando a dirigere il secondo dei tre test contro l’Australia a Melbourne — primo italiano a ricevere un simile incarico. La designazione di Dublino arriva dunque al termine di una progressione che lo ha portato, in meno di un decennio, dai campi della provincia bresciana ai palcoscenici più prestigiosi del rugby mondiale.

Una terna che parla tutta italiano

A completare il quadro c’è un altro dato che racconta la crescita del movimento arbitrale azzurro: ad affiancare Piardi ci saranno Federico Vedovelli come quarto uomo e Matteo Liperini al TMO, rendendo la terna della finale interamente italiana. Storicamente, l’URC è nato nel 2001 e l’Italia vi partecipa dal 2011: il fatto che oggi un arbitro italiano diriga la finale per il quarto anno di fila, supportato da un panel tutto azzurro, è un indicatore difficile da ignorare di quanto il movimento sia maturato sul piano internazionale — anche quando, sul campo, le franchigie italiane continuano a inseguire il salto di qualità.

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