Di Melita Martorana
Wellington – C’è tanto rammarico nelle parole e negli occhi di Gonzalo Quesada nella pancia del Hnry Stadium di Wellington. I suoi ragazzi in azzurro hanno dimostrato nei primi 40 minuti del primo tempo del secondo turno del Nations Championship, di poter dare del filo da torcere agli All Blacks di Ardie Savea che ammette che sono stati messi sotto pressione nei primi 20 minuti, quando l’Italia dominava il campo.
Ma sono i primi 10/15 minuti del secondo tempo che hanno aperto la diga delle mete segnate dai padroni di casa – tre per Will Jordan che così con 50 mete in 56 partite diventa il più prolifico di sempre superando Doug Howlett – in cui gli Azzurri hanno persa tutta quella coesione che li aveva distinti in fase difensiva nel primo tempo (due terzi del primo tempo li hanno passati a difendere).
“Abbiamo giocato un ottimo primo tempo sia con il possesso che senza.” Ci dice in conferenza stampa l’allenatore dell’Italia Gonzalo Quesada, “I nostri calci forse non erano proprio perfetti, e in un paio di occasioni loro hanno segnato da falli in cui non siamo riusciti a prenderci la rimessa laterale. Nel secondo tempo, siamo andati in rimessa, ma abbiamo concesso un’ottima opportunità di contrattaccare, e sappiamo quanto siano bravi gli All Blacks. Non dico che i calci siano l’unica pecca, ma credo che potevamo fare molto meglio. Nei primi 12 minuti del secondo tempo hanno segnato circa 20 punti, non ricordo bene, ma quell’inizio è stato terribile, ma ad essere onesti è merito metà degli All Blacks e metà perché eravamo disorganizzati.
“Credo che il punteggio finale sia anche un po’ responsabilità dell’arbitri, hanno fatto molti errori oggi. Gli All Blacks meritano la vittoria, non c’è dubbio, hanno giocato benissimo, ma sono deluso perché quel risultato finale non rispecchia l’andamento della partita. Dobbiamo ora raggrupparci e capire come migliorare. Anche da un punto di vista fisico, è stata dura per i ragazzi, abbiamo fatto circa 300 placcaggi oggi, e sono molto orgoglioso del cuore messo in campo da questa squadra. È stata una settimana dura, dopo aver perso in Giappone alla fine della stagione, poi il lungo viaggio, un clima terribile qui a Wellington e questa partita è stata una sfida di carattere, di coesione, e vederli lottare dal primo minuto fino alla fine è stato magnifico.
“Credo che un paio di mete [degli All Blacks] non dovevano essere date, i 20 minuti di cartellino rosso al nostro Niccolò Cannone che tentava di divincolarsi dal 17 nero sono stati troppo severi, il giallo del numero 10 nero era giallo, e mi fermo qui che non posso continuare, non voglio parlarne sinceramente, abbiamo fatto degli errori, però è difficile difendere quando il gioco continua e te hai due giocatori a terra per infortunio con lo staff medico in campo. Concedere più di 40 punti in una partita così è difficile da digerire.
“Non voglio parlare degli arbitri, ma devo difendere i miei ragazzi, e fare di tutto purché siano rispettati, e dopo oggi è anche il motivo perché io li rispetto così tanto [i giocatori].”
Durante quei 20 minuti in 14, gli Azzurri sono riusciti a contenere gli All Blacks, lasciandoli senza segnare per una mezz’ora: “Si ci sono delle cose positive nel secondo tempo, per questo è dura accettare mete che non dovevano essere date. Se la squadra fa troppi errori, o si lascia andare, allora pazienza, ma quando ogni punto e’ importante per i nostri giocatori, che si buttano su ogni giocata, che riescono a stare attaccati nel punteggio, perché non sai mai con le abilità offensive che abbiamo, possiamo tornare in partita in ogni momento, ma ripeto dobbiamo lavorare sul nostro fitness, sul nostro gioco al piede, possiamo migliorare tutti quei dettagli che oggi non hanno lavorato per noi, ed e’ ciò su cui ci concentreremo da oggi per la prossima settimana. Abbiamo un altro lungo viaggio da Wellington a Auckland e poi 8 ore fino a Perth, non possiamo farci nulla, speriamo di superare il viaggio bene, abbiamo qualche infortunio, anche dovuto al welfare dei giocatori.”
Quesada è poi tornato nuovamente a parlare del cartellino rosso di Niccolò Cannone: “Devo prendermi del tempo per guardare le immagini e analizzarle, l’ho rivisto quelle tre o quattro volte sul monitor e mi sembra che Niccolò non guarda mai Sam [Roigard], mentre invece è tenuto fermo dal numero 17 nero, e cerca di divincolarsi con un doppio movimento che è quello che chiediamo noi nella counter-ruck, e facendo ciò da una testata al numero 9 nero. È una decisione severa, e soprattutto ha forzato la squadra a stare in 14 contro gli All Blacks per un lungo periodo, ed ogni minuto contro gli All Blacks dura molto più di 60 secondi. E per concludere credo fosse assolutamente giallo per il 10 nero. Magari mi sbaglio, ma per ora e’ così per me.”
L’Italia partirà domenica pomeriggio per Auckland dove farà scalo per un paio d’ore prima di imbarcarsi per Perth in Australia.
